La complessità del senso
14 04 2024

Pacifiction – Un mondo sommerso

Pacifiction – Tourment sur les îles
Regia Albert Serra, 2022
Sceneggiatura Albert Serra
Fotografia Artur Tort
Attori Benoît Magimel, Pahoa Mahagafanau, Marc Susini, Matahi Pambrun, Alexandre Melo, Sergi López, Montse Triola, Michael Vautor, Cécile Guilbert, Lluís Serrat, Mike Landscape, Cyrus Arai, Mareva Wong, Baptiste Pinteaux.
Premi César 2023: Benoît Magimel at, Artur Tort foto.

Lo spagnolo Albert Serra (1975) è autore che ha nuotato nel mare mosso di un cinema interno, di linguaggio e di riflessione, letterario e sperimentale, consapevole di un vissuto relativo nella visione attuale, fuori dalle genericità del nostro periodo, mescolo di immagini seriali destinate al riuso. Ha utilizzato attori non professionisti per un adattamento del Don Chisciotte (Honor de cavalleria, Quinzaine di Cannes 2006), si è ispirato alle memorie di Casanova (Història de la meva mort, Pardo d’oro a Locarno 2013), ha vestito Jean-Pierre Léaud dei panni del Re Sole (La mort de Louis XIV, Cannes 2016), ha tradotto in cinema la sua pièce teatrale, Liberté, Premio speciale della giuria a Cannes, Un certain regard 2019. E nel 2022 è “partito” per la Polinesia, lontano dalle possibili cronache e storie europee, magari parigine, per immergersi nell’incubo notturno della minaccia nucleare, mentre la misteriosa “presenza” di un sottomarino prefigura la possibile ripresa di esperimenti francesi. Nella meravigliosa Haiti, Benoît Magimel s’immedesima nella parte di De Roller, Alto Commissario della Repubblica, massimo rappresentante dello stato francese: mistero vago e definito, si aggira tra i locali, parla con le persone promettendo e non assicurando, ha l’aria di non avere certezze sui possibili prossimi pericoli e circa la tranquillità quotidiana dei rappresentanti locali. Basta una panoramica sull’arrivo di “merci” o uno sfondo di mare al tramonto sul “letto” di una musica vagamente inquietante ed ecco il mondo in bilico, minacciato dalla stessa “tranquillità” dell’usuale e del compromissorio. Progettualità più che vaga, esistenzialismi figurati nelle nottate dei locali, polveri e nudità, ritmi e consapevoli languori, fatalismo di maniera, inconsistente attesa. Preso dallo stress, De Roller si rifugia in macchina, pioggia scrosciante e buio notturno. Solo e riflessivo, deduce: “La politica è come una discoteca”. Una luce scandaglia il mare buio per localizzare il mistero. Paranoia, limite di un sogno che si perde, coscienza vaga di uno straniamento irreparabile. Un’assenza che potrebbe sembrarci lontana se non fosse prossima soprattutto fuori dal film. Vestito di bianco, De Roller (grande interpretazione di Magimel) non rassicura, ci coinvolge nel dubbio di un’Estetica, una sensazione, una smania malevola da cui vorremmo uscire. Figure muovono passi di danza pigri, un sorso e un seno, finzioni del nulla, tramonto di civiltà. De Roller non ha precisioni da trasmettere ai rappresentanti locali: “Dovete essere consapevoli che queste sono solo voci, non ho delle informazioni valide”. Minaccia lontana e vicina. [Presentato in anteprima a Cannes 2022]

Franco Pecori

 

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18 Maggio 2023