La complessità del senso
17 08 2017

Niente può fermarci

Niente può fermarci
Regia Luigi Cecinelli, 2013
Sceneggiatura Luigi Cecinelli, Ivan Silvestrini
Fotografia Claudio Zamarion
Attori Emanuele Propizio, Federico Costantini, Vincenzo Alfieri, Guglielmo Amendola, Maria Chiara Augenti, Serena Autieri, Paolo Calabresi, Massimo Ghini, Gian Marco Tognazzi, Gérard Depardieu, Carolina Crescentini, Anna Dalton, Eva Riccobono, Lucia Ocone, Simone Montedoro, Pierluigi Di Lallo.

Lasciamo stare il “viaggio di formazione”, la difesa delle “diversità” e temi similari. Ma lasciamo anche un po’ stare il genere italocommedia superleggera e super dinamica da accoppiare allo scontrino di entrata in discoteca. Sono due rischi interpretativi complementari che vanno evitati, come ogni volta che – quasi sempre – la confezione autorialproduttiva tenda ad “incartare” il prodotto, mascherandone per ragioni di botteghino proprio i possibili spunti di senso. Luigi Cecinelli, al secondo lungometraggio (Visions è un horror del 2006) e con sostanziosa esperienza di corti, video musicali, spot, progetti televisivi, regie teatrali, ci dà qui un divertente lasciapassare giustificativo per una consolazione di cui abbiamo bisogno – così sembrerebbe dettarci il contesto socio-antropologico. Massimo Ghini, Serena Autieri, Gianmarco Tognazzi, Paolo Calabresi sono i genitori di quattro ragazzi, della fascia che – diciamo – non ha problemi ad arrivare alla fine del mese; consegnano i loro pargoli a una clinica attrezzata (quanto bene e quanto efficacemente sarà da vedere) per specifiche cure psichiche. I giovani mostrano con tutta evidenza disturbi quali web-dipendenza (Emanuele Propizio/Augusto), sindrome di Tourette (Vincenzo Alfieri/Guglielmo), narcolessia (Guglielmo Amendola/Mattia), compulsione ossessiva verso l’igiene (Federico Costantini/Leonardo). L’estate è alle porte, la probabilità di migliorare la propria salute è meno che minima, i quattro decidono la fuga. Mèta agognata? Nulla di originale: Ibiza, dove la movida impazza. Gli originali sono invece loro, con i disturbi che li rendono “diversi” e stridono nel quadro dei comportamenti standardizzati. Quanto stridono? Lo verificheremo strada facendo. Intanto, una bella autostoppista (Maria Chiara Augenti) si aggiunge al gruppo e il contadino volontario Henry (Gérard Depardieu) propone l’alternativa alla bella vita offrendo vino e figlia (Anna Dalton), ma senza successo. Arrivati a Ibiza, i “disturbati” avranno modo di dimostrare come l’integrazione nella “normalità” sia non solo possibile ma del tutto obbligatoria e perfino facile. La regia è perfettamente funzionale alla facilità. Supertrasparenza nella costruzione dei tipi,  ossequio totale al ritmo pubblicitario dei tagli di montaggio, lo stile fonde l’istanza integrativa proveniente dalla società con la forma del contenuto. E niente potrà fermare la giustificazione.

Franco Pecori

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13 giugno 2013