La complessità del senso
17 07 2018

Chi/Perché

Franco Pecori è nato a Roma, l’8 dicembre 1941. Laureatosi in Estetica con Emilio Garroni, ha pubblicato il suo primo libro nel 1974, Cinema, forma e metodo (Bulzoni). Negli anni ’70 ha insegnato nella scuola media, sperimentandovi il cinema in chiave interdisciplinare; e all’Università, partecipando allo sviluppo delle discipline massmediologiche al Magistero di Roma. Da giornalista professionista, ha avuto il Premio Navicella 1983, “per l’obbiettività dell’informazione”.

Critico cinematografico – Ha scritto per Filmcritica, Bianco & Nero, La Rivista del Cinematografo e per il Paese Sera. È autore, tra l’altro, di due monografie, Federico Fellini e Vittorio De Sica (La Nuova Italia, 1974 e 1980). Nel 1974, alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, ha presentato, con Maurizio Grande, la ricerca:  Neorealismo, istituzioni e procedimenti (in Lino Miccichè, Il Neorealismo cinematografico italiano, Marsilio, 1975).  Nel 1975, ha presentato alla Mostra di Venezia la Personale di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet. Dal 2002, ha tenuto per 4 anni, sul Televideo Rai, la rubrica settimanale Film visti da Franco Pecori.

Critico musicale – Ha introdotto nel 1966 in Italia la questione estetica del Free Jazz con una serie di saggi sulla rivista Musica Jazz (Mondadori). Ha creato, con Mario Schiano, Marcello Melis e Giancarlo Schiaffini (poi anche Bruno Tommaso), il Gruppo Romano Free Jazz. In qualità di critico, ha scritto su Paese Sera, Rinascita, Musica Realtà, La Città Futura, Gong.

Ultimi libri
Poesie, 2012 
Dicevamo cioè – Ricognizioni tra narrare e comprendere2013 
Sul divano si sta bene – Dettagli del godimento, 2015 [amazon.it]
Figli di fiabe – Poesie, 2017
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Dal 2007 ha pubblicato: critamorcinema.it – ora critamor.it


Critamor
è sintesi di critica e amore. Amore per la critica e indagine del senso. Non vi può essere oggetto senza senso, in quanto siamo noi ad individuare ciascun oggetto come tale: nel linguaggio. Il senso non può essere semplice. Ogni semplificazione farà comunque riferimento, sia pure implicito, ad una complessità oggettuale, storica. Il problema della critica, cioè del giudicare, sta nell’essere facoltà umana, nel dover attingere all’esperienza, nel dover essere razionale senza poter essere astratta in assoluto, nel non poter fare a meno del sentimento: critamor. Semiotico indaga la complessità del senso.



collaborano

Fulvio Forni – web
Francesco Gatti – interviste

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30 dicembre 2016