La complessità del senso
16 07 2018

Figli di fiabe

Poesie di Franco Pecori

Versi scritti per un diario, dal 1958.
Come l’essere filosofo non significa soltanto “prendere la vita con filosofia”, bensì produrre pensiero nel dire ordinato (Socrate), l’essere poeta vuol dire formalizzare la propria sensibilità secondo una speciale economia di linguaggio, proveniente dalla storia e tendente alla metafora. 
 

Scarto le giornate
Scarto le giornate del sogno bianco,
suono perso l’aria lo consuma.
Non conosco pietra che mi dica io sono,
la luna procede involontaria di lato
all’autore per timidezza universale,
l’ipotesi è un’immagine non rischiesta.
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26 maggio 2018

 
L’auto rossa nel mio garage
L’auto rossa nel mio garage
ferma in riparazione lamenta
la pigrizia del meccanico,
destino che la vuole segnata
dal ritorno di fantasie. S’accende
il motore, ma la corsa è un’idea
strampalata, ché mi porta fuori.
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28 gennaio 2018
 
Fine della prospettiva
Se non hai voglia e non hai memoria
lasciati raccontare il mondo come va ora.
Rivolgiti al nipote, vi aiuterete
finché una voce non vi segnali
fine della prospettiva.
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20 gennaio 2018
 
Memorie appianate
La calma è compagna di memorie appianate,
sola lungo le cadenze più regolari.
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15 ottobre 2017
 
Non c’è tempo che tenga
Non c’è tempo che tenga,
verginità invocando l’attrazione
trova conforto a mezz’aria e s’afferra.
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27 agosto 2017
 
La voglia cerca il vento
La voglia cerca il vento, ché insegua
via la vita. Capita se il progetto
risulti insensato, o dimostri insofferenza
per le ragioni note dell’avventura.
Il segno è parola nel cratere spento,
se nell’inferno fosse il caso di avere
un ospite meritevole di cura.
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20 agosto 2017
 
Alta la terrazza
Giù la boscaglia ti riceve cattiva,
viene una volta così nera la notte.
I vasi dei fiori la mattina
tendono i colori alla speranza
dell’acqua nuova e il vento li tormenta.
Raccontami il fondo
della memoria che non vuole saperne
di consolazioni per sempre.
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21 aprile 2016
 
Traspare
Non serve sentirsi soli, compagnia
è la fortuna che si vince da illusi.
Traspare la porta che non chiude.
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25 marzo 2016
 
Meteo
Al giorno che se ne va non interessa
l’ombrello né quando sarà,
taglia le luci per un film nero
il temporale secondo previsione.
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27 febbraio 2016
 
Il ballo dell’orso
Balliamo il ballo dell’orso,
battiamo il tempo senza interesse
nel grido silente sconsolato.
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31 gennaio 2016
 
Amiamoci
Amiamoci al sapore dell’invenzione,
al retrogusto di un sorso da compiere.
S’apre il compasso per l’angolo del desiderio,
smania sulle precisioni del gioco avanzato.
La durata del richiamo dà vantaggio al valore,
figure verso la fusione calamitano il sogno
della sosta nella festa allegra di sera.
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10 gennaio 2016
 
Età matura
Si può scegliere di avere un futuro
e inventarsi doveri e piaceri
senza lo scrupolo degli appuntamenti
dell’ultim’ora, si può concedersi
il panorama d’una giornata nuova,
provare il gusto di un saluto cordiale,
falso quel tanto che giustifichi il sorso
di un caffè, in ritardo ma servito bene
da un barista non vociante e poco arrendevole
al passare dei minuti. Si può guardare
con meticolosa attenzione il fianco
d’una giovane mentre misura l’effetto
del proprio passo sull’autista
in sosta vietata. È un’età in cui a stento
si può capire la ragione di decisioni
che riguardano il sesso mentre tutto farebbe
pensare a obblighi preconcepiti, stridenti
con l’impulso usuale verso il sacrosanto
diritto al traguardo del godimento.
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Novembre 2015

 

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26 maggio 2018