LiBRI Laura Accerboni Il prima e il dopo dell’acqua
Einaudi ha impegno poetico nella storia. Il prima e il dopo stavolta è il titolo dei versi di Laura Accerboni, genovese del 1985. A cinque anni da Acqua acqua fuoco, prosegue la trasfigurazione.
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GPT: Questo testo ha una qualità poetica densa e simbolica, e gioca molto con l’opposizione tra “piano di sopra” e “piano di sotto”, due spazi che sembrano rappresentare condizioni esistenziali o psichiche opposte. Ecco alcune osservazioni interpretative: Contrasto tra piani: “Il piano di sopra” rappresenta forse la realtà quotidiana, la città concreta e dura, mentre “il piano di sotto” potrebbe evocare un mondo interiore più oscuro, emotivo, o persino inconscio (“l’abisso si lamenta”). Immagine della vasca troppo stretta: richiama un senso di costrizione o sofferenza, come se l’interiorità non avesse spazio sufficiente per esprimersi o liberarsi. Rumore e silenzio: i due piani producono effetti opposti, creando una tensione continua. È un’immagine efficace del conflitto tra dentro e fuori, tra visibile e invisibile. Corpi che non sanno sospendersi: i corpi sono presenze fisiche, materiali, ma sembra che non sappiano né trovare equilibrio né capire da che parte “si diventi” — come se la trasformazione o la crescita fosse un enigma. L’ultima parte, “non sanno / da che parte si diventi”, è particolarmente enigmatica. Può riferirsi alla difficoltà dell’essere umano a comprendere il senso della propria evoluzione, della propria identità, o del proprio divenire nel tempo. ARTIFICIALE NON PIÙ Gpt invita a proseguire nella caccia al senso, a partire dalle “condizioni esistenziali o psichiche opposte”. La scrittura produce sintassi e nella sintassi le parole rimandano a una coscienza del linguaggio: lo scritto è anche sua stessa trascrizione, lo è nella terzina dantesca e nella lirica leopardiana, negli Sposi manzoniani e nell’Ulisse e nell’Acqua. Se il testo fosse trascrizione di esperienza”infantile”, produrrebbe, trascritto e stampato da Einaudi, “distribuzione”. Ma siamo noi a leggerlo così. E nella seconda parte, c’è da immergersi nel liquido amniotico, scompare il “progetto”, resta il sentimento, ri-assumendo padronanza: “Lasciateci il mare / ancora un po’”. D’altronde, Creatività non è dal Nulla. La Novità poggia su una base statistica, coerente con la pertinenza semiotica. Lo scritto, alla lettura, sviluppa una quota di immaginario che si relaziona all’esperienza, al cumulo di senso del lettore. La testa va alla bambina che amiamo: è lei che guarda, nomina, mette insieme. Le chiederemmo: cosa hai voluto dire? Non ci risponderebbe, non penserebbe a Socrate, ha da pensare a dove mettere i piedi, o a proseguire il sogno che le si è interrotto al risveglio, una mattina. Ma siamo oltre la scrittura, nella lettura ma non dentro, oltre. Acqua, Avatar, elettrone, antico avvenire. E cos’altro si può fare, fare altro. Franco Pecori
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28 Aprile 2025