La complessità del senso
17 12 2017

Instructions Not Included

film_instructionsnotincludedNo se Aceptan Devoluciones
Regia Eugenio Derbez, 2013
Sceneggiatura Guillermo Ríos, Leticia López Margalli
Fotografia Martín Boege, Andrés León Becker
Attori Eugenio Derbez, Loreto Peralta, Jessica Lindsay, Arcelia Ramirez, Alessandra Rosaldo, MonicaLozano.

Attore versatile, giusto per la commedia e anche per il genere drammatico, il messicano Eugenio Derbez esordisce da regista ottenendo un notevole successo in America con un film giocato molto sulla simpatia del protagonista. Play boy senza malizia, Valentin (Eugenio Derbez) se la diverte liberamente. Quando all’improvviso bussa alla sua porta Julie (Jessica Lindsay), una giovane donna con una bambina di un anno in braccio, egli l’accoglie con un sorriso, non pensando minimamente alle conseguenze di quella benevolenza. Julie finge di correre un momento a pagare il taxi e invece gli molla la creatura e sparisce. Il “pacco” non contiene istruzioni. Ma Valentin è un ragazzo versatile e non si spaventa di fronte alle novità. Si ricorda vagamente che quella madre un po’ pazzerella dev’essere stata una sua fidanzata e si adatta rapidamente al ruolo di padre. Maggie (Loreto Peralta) crescerà in fretta e gli farà molta compagnia. A Valentin, in fondo, non dispiace farsi “bambino”, riempie la casa di giochi e pupazzi a grandezza naturale, assecondando le fantasie della bambina. Maggie cresce in armonia, convinta che la mamma la segua da lontano e legge tutte le lettere che ne descrivono la vita, lettere che in realtà si cura di scrivere Valentin stesso affinché sua figlia non soffra per la mancanza di Julie. Chi avrebbe mai detto che un giorno Valentin si sarebbe piegato a un lavoro qualsiasi per assicurare alla figlia un’infanzia senza problemi? Accade, sì. E addirittura il nostro eroe dovrà ricordarsi della lezione di coraggio che suo padre gl’impartì quand’egli era bambino, costringendolo a tuffarsi in mare da un’alta roccia. Ora farà lo stuntman nel cinema accettando i pericoli che gli attori non sono vogliono affrontare. Maggie, ormai cresciutella, si diverte a seguire il padre sul set. Sembra proprio che la vita sia un gioco. Peccato che, di nuovo all’improvviso, riappaia Julie. La favola sembra svanire, la made rivuole la figlia, si dovrà andare in tribunale. La regia di Derbez ha il merito di non abbandonare il tono giocoso del racconto. Anche nei momenti che rischiano di condurre lo spettatore verso il dibattito sul tema “affidamento”, le scene si mantengono “leggere”, senza mai cedere all’ovvietà della tesi. Derbez parla del suo film citando La vita è bella di Roberto Benigni e Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, due film in cui i bambini, il loro cuore, la loro fantasia, non sono semplicemente utilizzati ma prospettano un mondo-fiaba da riconsiderare.

Franco Pecori

Print Friendly

26 giugno 2014