La complessità del senso
18 12 2017

Les souvenirs

film_lessouvenirsLes souvenirs
Regia Jean-Paul Rouve, 2014
Sceneggiatura David Foenkinos, Jean-Paul Rouve
Fotografia Christophe Offenstein
Attori Mathieu Spinosi, Michel Blanc, Annie Cordy, Chantal Lauby, William Lebghil, Audrey Lamy, Flore Bonaventura, Jean-Paul Rouve, Jacques Boudet.

Raro giovane d’oggi, Romain (Mathieu Spinosi), 23enne studente di Lettere, vuole diventare scrittore ma tende a non dirlo troppo in giro. Sua madre Nathalie (Chantal Lauby) è professoressa al liceo e gli vuole bene, mentre col marito Michel (Michel Blanc) ha un momento di nervosismo. L’uomo è buono e paziente, ma è appena andato in pensione anticipata dal suo impiego un po’ triste e avverte una certa difficoltà a riprendere le redini della vita, abituato com’era a trovare la pappa fatta. Romain vuole molto bene alla nonna Madeleine (Annie Cordy) e resta dispiaciuto quando Michel decide, insieme ai suoi due fratelli, di trasferire l’anziana donna (85enne) in una casa di riposo. Sarà l’unico ad andare a trovarla e a portarle un affetto vero, intimo e semplice, lasciando in secondo piano – ma non tralasciando – il proprio contesto privato, il lavoro precario di portiere di notte che gli serve per mantenere la coabitazione con Karim (William Lebghil), amico un po’ “strano” di origine araba. Il proprietario dell’hotel (Jean-Paul Rouve) dove Romain fa i suoi turni sembra tenere con simpatia al futuro del ragazzo e mentre gli offre sorsi di vino buono lo incoraggia a confessare la vocazione alla scrittura. Nel quadro manca ancora una ragazza, ma il destino provvederà presto, proprio in relazione all’affetto più caro di Romain per la sua nonna. Madeleine è un personaggio delicato, sensibile, sopporta il trasferimento stabilito dal figlio senza lamentarsi, i suoi occhi si riempiono di malinconia e un bel giorno scompare nel nulla. Ma il suo sogno è più semplice di quel che si possa immaginare. Prima di andarsene definitivamente, Madeleine vuole rivedere la scuola dove frequentò le elementari e da dove la portarono via a causa della guerra. Rivivrà momenti tenerissimi, seduta tra i banchi della “sua” terza classe come fosse una delle alunne, ascolterà la lezione della giovane maestra Louise. Il film è cominciato col funerale del nonno di Romain e si concluderà al cimitero per un altro funerale, al quale correrà ad assistere Louise (Flore Bonaventura). L’attore Jean-Paul Rouve (Asterix e Obelix: Missione Cleopatra, Monsieur Batignole, La vie en rose, Adele e l’enigma del faraone), qui alla seconda regia dopo Quand je sarai petit (2012), mostra una notevole maturità di sguardo e sensibilità analitica. Fa un cinema in cui l’inquadratura è sempre pronta a lasciar entrare elementi non scritti e arricchisce così il racconto (dal bel romanzo L’eroe quotidiano, di David Foenkinos, edizioni e/o) di “indizi” tanto più interni quanto meno direttamente referenziali. La commedia ha una speciale leggerezza, priva di qualsiasi ricerca di ruffianesca complicità, come invece capita troppo spesso nelle commedie del cinema italiano. Il contenuto ha una sua propria autonomia, pur relazionato al vivere attuale, alle sofferenze della “normalità” e ai piaceri delicati delle scoperte individuali. Non manca, è vero, qualche piccola esibizione di autocoscienza, soprattutto nei passaggi tra sequenze implicitamente associabili, sia nella forma che nella sostanza, ma il risultato complessivo non ne risente.

Franco Pecori

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14 aprile 2016