La complessità del senso
27 09 2020

Little Joe

Little Joe
Regia Jessica Hausner, 2019
Sceneggiatura Jessica Hausner, Géraldine Bajard
Fotografia Martin Gschlacht
Attori Emily Beecham, Ben Whishaw, Kit Connor, Lindsay Duncan, Kerry Fox, Phénix Brossard, Leanne Best, Andrew Rajan, David Wilmot, Goran Kostic, Yana Yanezic, Sebastian Hülk.
Premi Cannes 2019 concorso: Emily Beecham apr.

Huxley, Orwell, il futuro nemico. Distopia forse non attende, ci siamo. Biologia sperimentale. Alice (Emily Beecham, Daphne 2017) è una brava ricercatrice e vuol essere anche una brava mamma. Il team in cui è inserita sta lavorando per un oggetto nuovo, transgenia su una pianta che sarà capace di migliorare l’umore e combattere la depressione negli umani. L’impegno nel lavoro è forse eccessivo e Alice sente il peso di non dedicarsi abbastanza a Joe (Kit Connor), il figlio adolescente. Joe sta crescendo e non frequenta molto suo padre. L’oggetto della sperimentazione è un fiore. Trattato bene, come fosse una persona, può rispondere, a suo modo, affettuosamente. Alice pensa di coglierne un esemplare e trasferirlo dalla serra-laboratorio nella propria casa, lo chiamerà Little Joe, suo figlio potrà curarne la crescita. In un mondo-serra, prefigurato nell’estetica asettica e impersonale degli ambienti di lavoro, si misura la distanza drammaticamente “incolmabile” – e invece colmata, secondo una “forza maggiore” di tipo virale – tra linguaggi diversi in ipotesi e forse soltanto differenti nell’oggettualità. Fiore e umano con-vivono al di là della misura sperimentale e minacciano confusione, aggressione, sopravvivenza, imperialismo della Natura. Little Joe “infetta” le persone per potersi riprodurre? Segue semplicemente la sua logica universale? La regista austriaca Jessica Hausner, più volte già apprezzata a Cannes e a Venezia (nel 2009 per il drammatico Lourdes), offre alla protagonista il peso di una presenza fredda quanto inversamente esplosiva che rende la Beecham meritevole del premio per l’interpretazione femminile. Da citare anche Teiji Ito (Music Department), per il ruolo non didascalico e creativo del suono, personaggio non secondario nella lista narrativa. Debole il personaggio di Chris (Ben Whishaw), collega di Alice e spasimante non troppo.  Si poteva infine attenuare di molto la parte predicativa sul risvolto commerciale di un tema che va di per sé ben oltre la speculazione economica. Resta l’impressione di un contenimento forte dello sviluppo diegetico, a momenti vicino a uno schematismo provocatorio, al limite della “astensione” filosofica. [Film della Critica Designato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani SNCCI]

Franco Pecori

 

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20 agosto 2020