La complessità del senso
28 06 2017

Pompei

film_pompeiPompei
Regia Paul W. S. Anderson, 2014
Sceneggiatura Janet Scott Batchler, Lee Batchler, Michael Robert Johnson
Fotografia Glen MacPherson
Attori Kit Harington, Carrie-Anne Moss, Emily Browning, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Jessica Lucas, Jared Harris, Kiefer Sutherland, Paz Vega, Sasha Roiz, Currie Graham, Ben Lewis.

Estraneità. La storia dell’antica Roma, a cui per assoluta vicinanza appartiene la vicenda catastrofica di Pompei, è ridotta drasticamente a linguaggio fumettistico, secondo un’ottica di rilettura spettacolare “aggiornata” ai tempi nostri che stona proprio in un momento di recupero – fatta salva la questione del “realismo” cinematografico – dei valori “documentari” del cinema. L’inglese Paul W.S. Anderson (la saga di Resident Evil 2002-2012 e I tre moschettieri 2011) inscena la rievocazione della furia vesuviana del 79 d.C., con la distruzione fulminea della città governata da Roma – Tito imperatore  -, estraendone un’immaginaria e ovvia storia d’amore contrastato tra lo schiavo celta Milo (Kit Harington) e Cassia (Emily Browning), figlia di Severo (Jared Harris), mercante e aspirante imprenditore locale.  Sulle tracce del racconto di Plinio il giovane, si parte da uno sguardo sulla provincia lontana, con le scene della ribellione delle tribù celtiche e lì si individua il filo narrativo che porterà Milo, gladiatore imbattibile, fino a Pompei, nei giorni di festa delle Vinalia, quando la città è percorsa da orde di ubriachi. Spirito ribelle, Milo segue il suo destino di lottatore forzato e vede già, nel programma dello spasso romano, il tremendo appuntamento con l’avversario più temuto, Attico (Adewale Akinnuoye-Agbaje), combattente di origine africana, prossimo alla propria liberazione. Ma le cose si complicano per il sopraggiungere della tremenda eruzione che tutto sconvolgerà, compresa l’arrogante pretesa del senatore Corvo (Kiefer Sutherland), venuto da Roma a inseguire le grazie di Cassia. La giovane sa difendersi bene, mentre è colpita dalla valentìa di Milo, il quale ha doti straordinarie di “comunicazione” con i cavalli, provenendo dal mestiere di allevatore esercitato in origine nelle proprie terre. Il film si avvia presto verso la love story accomodata al meglio in un disegno di esplosioni, scosse telluriche e maremoti, rafforzato senza particolare raggiungimento da un 3D poco più che ornamentale. Non mancano ripetitivi combattimenti all’ultimo sangue mentre sulla città e sul paesaggio incombe l’esagerata ferocia delle milizie romane, torve e corazzate quanto spietate nel trattamento degli oppressi.

Franco Pecori

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20 febbraio 2014