La complessità del senso
19 11 2019

Schindler’s List – La lista di Schindler

Schindler’s List
Regia Steven Spielberg, 1993
Sceneggiatura Steven Zaillian
Fotografia Janusz Kaminski
Attori Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Caroline Goodall, Jonathan Sagalle, Embeth Davidtz, Béatrice Macola, Andrzej Seweryn.
Premi Oscar 1994: film, regia, sg, fgr, sgr, colonna son., trucco.

«Darei via tre Jurassic Park  per uno Schindler’s List». Lo stesso autore rivelò la preferenza rispetto a una “raccolta” dei suoi capolavori. A 25 anni dalla prima uscita, il film sulla storia dell’industriale tedesco che col suo “trucco” (List significa Lista in inglese, ma Trucco in yiddish, la lingua giudaico-tedesca) salvò 1.100 persone dallo sterminio, si ripropone all’attenzione di un mondo perdurante nelle sue incertezze, con la forza persuasiva dell’arte cinematografica. Grande l’interpretazione di Liam Neeson nel ruolo di Oskar Schindler, per la difficoltà di non ridurre a didascalia, la complessità di una scelta umana scaturita dall’iniziale opportunità pratica più che dalla valutazione morale dell’orribile iniziativa nazista. Fa da contraltare la maschera di Amon Goeth (Ralph Fiennes), spietato comandante delle SS. Esemplare l’architettura narrativa, con la crescita alternata dei due temi paralleli, della costruzione del trucco e della costruzione del massacro La progressione del racconto, nel suo articolarsi non schematico verso la coscienza di una rappresentatività storica, prende sostanza dai tempi narrativi attraverso i quali Spielberg resiste a tentazioni di spettacolarità, senza tuttavia cedere a raffigurazioni estetiche verso i pericoli di una mitologia. In tutta l’ampiezza del racconto  (195′, prologo e chiusura a colori, lunga parte centrale in bianco&nero), il film non si propone come “documentario”, bensì conquista e conserva la forma spettacolare del grande cinema, donando al grande cinema la “verità” (interna) di rappresentazione di cui molti spettacoloni si mostrano carenti. Se non fosse per gli spifferi d’aria cattiva che nel mondo tornano a circolare, ci arrischieremmo a poter leggere il film anche come una fiaba, chiave da sempre nelle corde dell’autore. Si tratterebbe comunque di una fiaba terribile, in alcuni momenti difficile da “curare” attraverso l’immaginario. E comunque lo stesso Spielberg avverte in un breve messaggio agli spettatori di oggi che «esiste una nuova urgenza di ricordare». Classico e vivo, Schindler’s List si ripropone come una lezione molto seria, nella forma espressiva e nella sua portata storica-dialettica. [Rimesso in circuito, 24-27 gennaio 2019, nel 25° anniversario]

Franco Pecori

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24 gennaio 2019