La complessità del senso
22 09 2018

Crazy & Rich

Crazy Rich Asians
Regia Jon M. Chu, 2018
Sceneggiatura Kevin Kwan, Peter Chiarelli, Adele Lim
Fotografia Vanja Cernjul
Attori Constance Wu, Henry Golding, Michelle Yeoh, Gemma Chan, Sonoya Mizuno, Awkwafina, Chris Pang, Kheng Hua Tan, Fiona Xie, Pierre Png,  Ken Jeong, Jimmy O. Yang, Jing Lusi, Ronny Chieng.

Da New York a Singapore, la città più ricca del mondo. Nick e Rachel si amano. sono due giovani normali, intelligenti e simpatici, colti, lavorativi, asiatici d’America. Un amico si sposa e Nick approfitta dell’invito a fare da testimone per tornare dopo tanto tempo a casa e presentare Rachel alla mamma (Michelle Yeoh – Il domani non muore mai, Roger Spottiswood 1997, La tigre e il dragone, Ang Lee 2000, Memorie di una geisha, Rob Marshall 2005) e alla nonna. Una favola moderna? Sembra una commedia romantica ed è una lezione di storia contemporanea. Nick Young (Henry Golding – Un Piccolo Favore, Paul Feig 2018) è un ragazzo un po’ ingenuo. Di origine malese, ultraricco di famiglia, non sa o sembra trascurare il sapere da dove venga la sua ricchezza. E comunque, non ne ha mai parlato con la fidanzata Rachel Chu. Nata a New York da madre cinese non benestante, la giovane (Constance Wu – Sound of My Voice, Zal Batmanglij 2011) è laureata in economia e insegna Teoria dei giochi all’Università. America metropolitana e nuovo Oriente cinese entrano in contatto. Il matrimonio di Colin Khoo (Chris Pang – Superfast & Superfurious, Jason Friedberg e Aaron Seltzer 2015), non è soltanto un’occasione rituale, è lo spettacolo sfarzoso di una visione del mondo segnata dai frutti della speculazione edilizia e di altro genere. Nick è l’erede di un regno costruito e dominato da quelli che a Roma si chiamerebbero palazzinari e a Milano venditori. Sono Loro a dettare le regole del vivere bene, la cifra stilistica del lusso, la sostanza espressiva della dignità. Loro sono l’immagine della nuova Cina competitiva. Beato e felice, Nick non si sforza nemmeno di fare il cocco di mamma, sembra volersi godere la festa, sicuro che la sua ragazza saprà cavarsela nell’impatto con le rigidità. La componemte commedia è bene – ma un po’ troppo facilmente – espressa nei ripetuti round tra Rachel e il “muro” di obbiezioni malcelate, specialmente da parte dell’improbabile futura suocera (da subito, l’impressione è che si vada verso un no secco e definitivo), ma da tutto il contesto, vistosamente consolidato in una cifra comportamentale antagonistica rispetto alla buona accoglienza delle antiche tradizioni grossolanamente stravolte in nome delle più volgari apparenze. In altre parole, nessuno sembra vedere come il rampollo dorato dei padroni di Singapore possa proporre alla famiglia una semplice fidanzatina priva di retroterra economico. La minaccia di un possibile viraggio nel drammatico è stornata a più riprese soprattutto dalla presenza di Go Peik (Awkwafina), presto sorridente amica e ironica consigliera di Rachel. Tutto intorno, un vortice di ambienti orribilmente lussuosi, esibizione di arroganze gratuite, fuochi d’artificio universali, comicità vistose, storie tangenziali di tradimenti coniugali – la bellissima Astrid Leong (Gemma Chan) ne sa qualcosa, con quel marito che viaggia ben più del necessario – e insomma una serie convenzionale di ostacoli all’immancabile trionfo finale dell’amore sincero. La rilevanza maggiore è nel realismo simbolico attraverso cui traspare il destino di omogeneità tra due visioni che confluiscono in un’unica prospettiva, troppo pesante per cedere davvero alla leggera “normalità” neo-generazionale degli asiatici d’America. La felicità di Nick e Rachel ha l’aria di non essere decisiva. Loro, cemento e sfarzo spettacolare, ne sono comunque i padroni.

Franco Pecori

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15 agosto 2018