La complessità del senso
23 06 2024

Il sol dell’avvenire

Il sol dell’avvenire
Regia Nanni Moretti, 2023
Sceneggiatura Francesca Marciano, Nanni Moretti, Federica Pontremoli, Valiamoci Santella
Fotografia Michele D’Attanasio
Attori Mathieu Amalric, Margherita Buy, Silvio Orlando, Barbara Bobulova, Nanni Moretti.

Ah la vecchia sezione del Partito! Banalità. Dalla Garbatella rifatta (qui Quarticciolo anni ’50, il prosieguo s’immagina) ai Parioli consunti, all’Ungheria/Ucraina. E al cinema da farsi che non si fa, all’amore di cui si è incapaci. La famiglia nemmeno a parlarne, Cinecittà un voltastomaco. Meglio morire. Ma prima una sacher, forse. Perché non dici qualcosa chiaramente di sinistra, anche se il cielo è nuvoloso? Godard e Truffaut, ricercatori e innovatori, lasciavano allo spettatore il gusto, ancora, della Visione. Poi Jean-Luc disse: Adieu au langage (2014). Il lungo addio. Ma non per parlare di sé, nemmeno per specchiarsi nell’acqua sporca. E Truffaut ci ha ricordato (in un libro) la tecnica cinenarrativa di Hitchcock (il Come ci si arriva). Qui il Come è mascherato, privo di scopo e di racconto. Egoismo dell’umano. Il Sole? Disperazione per nulla. Meglio morire. Ottima l’interpretazione del regista, a nascondersi. A nostro vantaggio. Spiritoso. Una coppia di cinquantenni nel circo, ne nascerà uno spettacolo “con tante canzoni italiane” (macché Sanremo!). Con Amalric ci viene in mente Venere in pelliccia, ma è Polanski (2013), con la Seigner non si scherza. Qui c’è la Bui, con i soliti dubbi. Cinquecento copie nelle sale, manco fosse un Tarantino. Io sono io e voi chi siete, Sordi? 

Franco Pecori

 

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19 Aprile 2023