La complessità del senso
19 11 2017

La ragazza nella nebbia

La ragazza nella nebbia
Regia Donato Carrisi, 2017
Sceneggiatura Donato Carrisi
Attori Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon, Lucrezia Guidone, Daniela Piazza, Ekaterina Buscemi, Thierry Toscan, Jacopo Olmo Antinori, Marina Occhionero, Sabrina Martine, Antonio Gerardi, Greta Scacchi, Jean Reno.

Nebbia sulle Alpi del gruppo Bernina. Avechot è una cittadina di montagna dove non succede mai niente, ma stavolta, due giorni prima di Natale, scompare nel nulla una ragazza, Anna Lou (Ekaterina Buscemi),  dai lunghi capelli rossi. In apparenza nessun indizio, Anna frequenta il liceo e con i suoi genitori una confraternita di religiosi che sembrerebbe quasi una setta, per il resto casa e chiesa, nel cellulare i numeri dei suoi e un altro numero di un’unica amica. Il solo particolare strano riguarda proprio Vogel (Toni Servillo), agente dalla fama di essere quasi un mago nel gestire le indagini manovrando il coinvolgimento dei media – “La giustizia non fa ascolto”, dice. Vogel arriva ad Avechot in un modo che desta sospetti, è uscito illeso da un incidente di macchina e però sulla sua camicia bianca vi sono tracce di sangue. Per prima cosa si reca nello studio di Augusto Flores (Jean Reno), psichiatra. Sarà una lunga e decisiva conversazione. Flores ama la pesca e parlando con Vogel vien fuori che il suo amo tira su dal lago sempre lo stesso tipo di pesce. Nel liceo insegna Loris Martini (Alessio Boni), un professore arrivato da pochi mesi con la moglie e la figlia. E’ un bell’uomo, sportivo e moderno nel modo di fare lezione di letteratura: “E’ il male il vero motore di un racconto”, dice. E la gente di Avechot, a cominciare dai genitori di Anna, vuol pensare che il male sia venuto da fuori. Vogel ci va molto cauto, si guarda attorno, non ha una tesi, pensa piuttosto di usare ancora una volta il suo metodo, susciterà l’interesse della Tv (Galatea Ranzi) e dei giornali finché un “colpevole” verrà comunque obbiettivamente eletto. Assistiamo alla costruzione della trappola mediatica e, secondo alternanza metodica, continuiamo a seguire il colloquio tra Vogel e Flores. Cresce per accumulo la quantità di dati utili a seguire il filo di una trama “semplice” e resa complessa dalla tattica attendista di Vogel. L’agente impone la sua personalità narcisistica al limite della mitomania. Donato Carrisi, collaudato sceneggiatore di serie televisive e scrittore di successo (il libro da cui il film ha già venduto 160.000 copie), crea una suspense fredda, con una tecnica di svelamento piuttosto trasparente che non invita alla partecipazione emotiva. L’intreccio si scioglie in un finale semi-didascalico che rivela un senso di quasi elementare ovvietà. Il valore di ambiguità è dato piuttosto dall’impegno degli attori, tutti bravi.

Franco  Pecori

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26 ottobre 2017