La complessità del senso
10 05 2026

Forrest Gump

Forrest Gump
Regia Robert Zemeckis 1994
Sceneggiatura Eric Roth
Fotografia Don Burgess
Attori Tom Hanks, Robin Wright, Gary Sinise, Mykelti Williamson, Sally Field, Haley Joel Osment, Michael Conner Humphreys, Bob Penny, John Randall, Hanna Hall.
Premi Oscar 1994: Film, Regia, Att. protagonista, Sci non originale, Montaggio, Effetto spec.

Come una piuma al vento. O c’è il destino o c’è il caso. Forse tutti e due. Non è necessario essere troppo intelligenti per farne parte. E comunque, tutto ciò che fanno gli intelligenti, quelli che sanno qualcosa di più, non sembra poi essere così buono. A volte sembra proprio essere male. Attorno allo “stupido” Forrest c’è molta più idiozia di quanto non possa sembrare a prima vista. In un certo senso, è un film non tanto distante da Prêt-à-porter (1994) di Altman. Ma dove ci porterà tutta questa idiozia? È vero che Forrest affida al figlio il seguito della propria avventura, ma è anche vero che i soli momenti in cui egli ha un barlume di coscienza sono momenti disperati, di solitudine nera. Quanto alla regìa, la bravura sta nel sostanziare la morale della favola di un respiro autentico, di un ritmo, che trascende il meccanismo della sceneggiatura per dare corpo e fisicità a volti, persone, spazi, problemi. Problemi anche enormi e tragici (il Vietnam, la droga, il cancro, l’aids, il razzismo, la violenza della politica), ma che, di fronte al problema di Forrest Gump, restano delle tragiche sciocchezze: perché Forrest Gump ha il problema di attraversare il mondo e la vita indenne e da solo.

Franco Pecori

6 Ottobre 1994