La complessità del senso
23 06 2017

American Hustle – L’apparenza inganna

film_americanhustleAmerican Hustle
Regia David O. Russell, 2013
Sceneggiatura David O. Russell, Eric Singer
Fotografia Linus Sandgren
Attori Christian Bale, Bradley Cooper, Amy Adams, Jeremy Renner, Jennifer Lawrence, Louis C.K., Michael Peña, Alessandro Nivola, Jack Huston, Shea Whigham, Elisabeth Röhm, Paul Herman, Matthew Russell, Thomas Matthews, Adrian Martinez, Anthony Zerbe, Colleen Camp, Robert De Niro.

L’apparenza inganna? Non sempre e non in tutti i sensi. Questo è un film dove gli aspetti in apparenza più superficiali descrivono il mondo in modo così preciso e gustoso da funzionare perfettamente come chiave di lettura del contesto, tanto da dare alla trama un senso anche più pertinente rispetto al piano referenziale della storia. Siamo nel New Jersey, è l’America degli anni che precedono l’era dello “star bene” e del “godetevi la vita”. La gente si è appena ripresa dal Watergate e dal Vietnam (ma si è ripresa?), dai braccialetti delle donne pende la figurina di Duke Ellington, morto nel 1974, il colore e il profumo delle unghie lunghe va assumendo un’importanza di primo piano nella società dei sorrisi sguaiati e delle truffe in sordina. David O. Russell, avvezzo a configurare per il cinema personaggi un po’ pazzeschi, capaci di condurre le cose sul filo del precipizio e di ricondurre tutto – prima che il film finisca – entro i limiti del sopportabile e addirittura del godibile (The Fighter 2011 Il lato positivo 2012) – non senza aver ottenuto per i suoi attori riconoscimenti massimi quali le statuette dell’Academy -, porta qui l'”inganno” (artistico) al livello più alto di sovraeccitazione. Lo assistono con grande maestria tutti i protagonisti, a formare un quadro divertente quanto inquietante dell’America non proprio “santa” né da santificare, quale si mostra sia pure attraverso rappresentazioni spassose. Il film racconta una storia piuttosto complicata, ma facilmente semplificabile rimettendo in fila e aggiustando gli attacchi e i flashback del montaggio. In sostanza, una storia di corruzione e di intrusione mafiosa nel tessuto istituzionale. Irving (Christian Bale) e Sydney (Amy Adams) sono una coppia di arguti truffatori senza pietà per le loro vittime. Il loro target è però destinato a spostarsi verso gli ambienti della politica giacché l’agente Fbi Richie (Bradley Cooper) pensa bene di utilizzarli per smascherare un sistema corruttivo a livello del sindaco Carmine Polito (Jeremy Runner). Tutto abbastanza normale, ma il giocattolo contiene una sorpresa, entra nella storia un elemento alquanto turbativo, da individuare nell’eccitante moglie di Irving, Rosalyn (Jennifer Lawrence). Momenti di kitsch esilarante e di compromissioni poliziesche di alternano e si mescolano in una ricetta che rischia di tracimare sul versante assolutorio. Il rifermento a una “storia realmente accaduta” (il caso “Abscom”, della fine degli anni ’70, quando la collaborazione di un piccolo truffatore di Long Island rese possibile lo smascheramento di un sistema di tangenti mafiose) non giustificherebbe alcun lavaggio delle mani. Insieme al suo lato divertente l’imbroglio (hustle) all’americana conserva una certa traccia di pericolosità. Il divertimento che percorre tutto il film, a partire dalla scena iniziale con Christian Bale e l’orribile tupé incollato sulla pelata, va goduto secondo il filo di una produttiva rivisitazione ambientale e antropologica.

Franco Pecori

 

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1 gennaio 2014