La complessità del senso
19 06 2019

Book Club – Tutto può succedere

Book Club
Regia Bill Holderman, 2018
Sceneggiatura Bill Holderman, Erin Simms
Fotografia Andrew Dunn
Attori Diene Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen, Mary Steenburgen, Craig T. Nelson, Andy Garcia, Don Johnson, Richard Dreyfuss, Ed Begley Jr., Wallace Shawn, Alicia Siklverstone, Tommy Dewey, Katie Aselton.

Quattro amiche americane, sessantenni in forma, si riuniscono attorno alla lettura di un libro e chiacchierano sullo stato delle loro cose amorose e sessuali. Stavolta il libro è Cinquanta sfumature di grigio. Non è mai troppo tardi per parlarne, per alludere, per riconsiderare la curva dei desideri anche rivisitando il proprio passato. Il libro, in realtà un trittico di colori – rosso, nero e grigio – poco impegnativo e di sterminato successo, è il pretesto per riconsiderare con sistematica attenzione le possibilità di un’età problematica (come tutte le età), in una società in movimento e piena di possibili aperture. Insomma, l’ultima cosa da fare è considerare esaurito lo slancio vitale; e la prima cosa è riattivare le proprie energie vitali, magari anche partendo da una riflessione sulla vita trascorsa, sugli amori goduti, sulle scelte giuste e su quelle che hanno portato a decisioni troppo presto definitive. Regista (anche sceneggiatore e produttore) e sceneggiatrice (entrambi provenienti dalla “ditta” di Robert Redford), alla prima prova, affidano l’impresa a un cast stellare. Le quattro attrici protagoniste formano il ventaglio perfetto di una casistica che pone al centro pulsioni, desideri, rimpianti e progettualità non solo sensoriali di una categoria non astratta ma concretamente identificabile nel quadro di una società evoluta e non del tutto segnata da pregiudizi –  anche se saldamente agganciata a valori morali segnati dalla storia (americana e occidentale). La commedia di svolge con ritmo regolare, conservando e dosando battute, allusioni, sorprese previste e rilanci comprensivi di salutare rimedio, tanto da ottenere presto – diremmo fin dall’inizio – la tranquilla partecipazione dello spettatore allo sviluppo delle storie intrecciate. Vivian (Fonda), ricca, libera e “attiva nel settore”, è la più resistente di fronte a impegni sentimentali da prendere. Carol (Steenburgen), un po’ immalinconita da un marito depresso, sta tentando un riscatto disperato nella danza. Diane (Keaton) porta con sé la traccia indelebile delle “insicurezze” firmate da Woody Allen e dà al proprio ruolo quel tanto di elettricità da invogliare alla scossa. Sharon (Bergen), è la più disponibile a confrontare la propria matura fisicità con le impensate opportunità attrattive offerte nientemeno che dal web. Tutto può succedere, certo. Ma al dunque, niente che, dato il quadro progettuale della commedia, non fosse già accettabile in partenza. Una gradevole occasione di confermabile e confermata opportunità progressiva nella riflessione su un mondo che trova i suoi aggiustamenti.

Franco Pecori

Print Friendly

4 aprile 2019