La complessità del senso
23 07 2024

Hit Man – Killer per caso

Hit Man
Regia Richard Linklater 2023
Sceneggiatura Richard Linklater, Glen Powell
Fotografia Shane Kelly
Attori Glen Powell, Adria Arjona, Austin Amelio, Retta, Sanjay Rao, Molly Bernard, Evan Holtzman, Gralen Bryant Banks, Mike Markoff.

Nietzsche? Vivi pericolosamente! La filosofia è facile come un film? Dev’esservi un trabocchetto: il regista è Richard Linklater (Prima dell’alba 1995, Prima del tramonto 2004, Boyhood 2013, Che fine ha fatto Bernadette? 2019), attenzione se il professor Gary Johnson (Glen Powell) consiglia agli studenti di costruire una città sotto il Vesuvio, di scoprire i mari inesplorati e di vivere la vita “in guerra con gli altri e con se stessi”. Dirà sul serio? Meglio metterla in commedia. La vita di Gary, in disparte a New Orleans, sembra molto semplice. Solo, separato dalla moglie, in casa con i suoi due gatti, Es e Ego, il prof insegna all’università, ama l’elettronica e il digitale. Voce narrante in prima persona, il protagonista avverte come ad un certo punto qualcosa di bizzarro accada. Gary, arrotonda lo stipendio collaborando part time con la polizia e viene “promosso” a “killer su commissione”, sotto copertura. Col nome di Ron, Gary mostra subito un talento “naturale”. Naturale? “I sicari – dice la Voce – sono da 50 anni un ingrediente base di libri, cinema e Tv”. D’altra parte, Gary è anche molto interessato al mistero della coscienza e del comportamento umano. Così, tende a creare un “sicario su misura” per ogni caso diverso da risolvere. Ed ecco una rapida e molto spiritosa casistica di “realizzazioni” da campionario narrativo, con citazioni del tipo: “Oh sì! Come in Miami Vice!”. E a lezione: “Quanti di voi pensano di conoscersi?”. Domande come: “La vita è interpretare un ruolo?” si propongono esplicitamente come chiave di lettura del film. La forma commedia fa parte del gioco. E arriva Maddy, stanca di essere “moglie devota” (Adria Arjona, brava). Il suo uomo non le permette di lavorare né di fare altro. Lei vuole lasciarlo, o vederlo sparire. La sintonia con Gary, incontrato per caso, è quasi immediata. “Qual’è la differenza tra chi sei veramente e il lavoro che fai?”. Non più filosofia, è attrazione. Il passaggio è centrale: allo spettatore la decisione di prendere una via o un’altra, in base alle proprie abitudini di “lettura”. Seguono lezioni freudiane non necessarie e piuttosto “americane”. Intanto la trama persegue l’intrigo di genere. L’uomo di Maddy è geloso, vuole morta la compagna. Ci fermiamo qui. C’è da seguire il gioco dei ruoli e dei generi. Commedia, intrigo sentimentale, thriller poliziesco. Per gente di cinema. La regia viaggia sul filo di un neorispecchiamento evoluto, dove il “reale” si presenta come finzione risaputa e la finzione non si nasconde mentre “respinge” la minaccia della ripetizione. Non è un nuovo Linklater, ma stavolta il regista mostra decisamente, di ciak in ciak, il proprio lavoro, lo propone come programma estetico. Ben articolata – ottima l’interpretazione di Glen Powell – la figura di Gary/Ron. In coda, la dedica a Gary Johnson (1947-2022), veterano del Vietnam, professore universitario, agente sotto copertura, oltre 70 arresti, buddista, amava gli animali. [Fuori concorso a Venezia 2023. Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI]

Franco Pecori

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27 Giugno 2024