La complessità del senso
19 11 2018

La leggenda di Al, John e Jack

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La leggenda di Al, John e Jack

Aldo Baglio, Giacomo Poretti, Giovanni Storti,

Massimo Venier, 2002

Aldo (Baglio), Giovanni (Storti) e Giacomo (Poretti),  Antonio Catania, Frank Crudele, Giovanni Esposito, Ivano Marescotti.

 

“Johnny, a te te lo devono dare il Nobel per la mafia! E se non te lo danno è perché è tutto un magna-magna!”. La parodia del film-gangster è meno ovvia e immediata di quanto sembri ad una prima lettura. Questa “Leggenda” all’italiana la dice già lunga con la scelta delle musiche: pezzi da intenditore, interpretati da Louis Prima, Marilyn Monroe, Nat King Cole, Billie Holiday, Joe Williams. E la sceneggiatura chiama risate coscienti, non certo “primitive”. Se Franco e Ciccio hanno insegnato qualcosa, quella dell’ ammiccamento è una chiave che può aprire scrigni preziosi. Viene anche da pensare al western all’italiana, che trasferì sulle nostre corde un genere lontano, con quel modo di stressare il linguaggio fino a decomprimere l’interesse per la storia, a tutto vantaggio dei modi di rappresentarla. Della “Leggenda di Al John e Jack” non è la trama che interessa. Altri sono i pregi della sceneggiatura, primo fra tutti quello di restare unita al corpo stesso degli attori. E paradossalmente il film si fa astratto: astratto e “vero” come una parodia all’italiana. Intraducibile se non la si vede.

 

Franco Pecori

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13 dicembre 2002