La complessità del senso
19 10 2017

Annie: La felicità è contagiosa

aprileAnnie
Regia Will Gluck
Sceneggiatura Will Gluck, Aline Brosh McKenna
Fotografia Michael Grady
Attori Jamie Fox, Quvenzhané Wallis, Rose Byrne, Bobby Cannavale, Adewale Akinnuoye-Agbaje, David Zayas, Cameron Diaz, Zoe Margaret Coletti, Nicolette Pierini, Eden Duncan-Smith, Amanda Troya.

Identità e abbandono, verità e opportunismo, società moderna e destino dei figli. Nel film di Will Gluck (Easy Girl 2010, Amici di letto 2011), adattamento del fumetto “Little Orphan Annie” di Harold Gray, ispiratore del musical di Broadway premiato con sette Tony Award, si intrecciano diversi sottotesti – come li chiamano oggi quelli che, per lo più, hanno scordato anche la grammatica. La bravissima attrice bambina Quvenzhané Wallis, non per nulla candidata ai Golgen Globe 2015 come protagonista di commedia/musical, interpreta Annie, adottata in una casa/rifugio per piccole abbandonate o orfane. Dentro di sé la figliola coltiva la speranza di ritrovare un giorno la sua mamma e intanto deve soffrire il rapporto non facile («vita da knockout») con la strana madre adottiva (Cameron Diaz), una donna sull’orlo del precipizio psicologico, frequentatrice di superalcolici, traballante seppur generosa nei sentimenti – «Non sono cattiva, sono educativa», sostiene provocatoriamente Miss Hannigan nei momenti di maggiore tensione. Niente a che vedere con la “maturità” di Annie. La bambina ha una personalità talmente forte e un’intelligenza così chiara, da indicare, senza nemmeno volerlo, la via retta agli adulti che vengono a contatto con lei, il più importante e decisivo dei quali è Will Stacks (Jamie Foxx), riccone che veste Armani e si deterge continuamente le mani. Impegnato nella campagna per l’elezione a sindaco di New York, Stacks si affida a Guy, professionista senza scrupoli che gli cura l’immagine e su consiglio del quale prende al volo l’occasione del casuale salvataggio di Annie nel traffico della metropoli per mostrare ai possibili elettori una ben diversa “adozione” della bambina. Annie si troverà così a cambiare vita, nel contesto super tecnologico di un’abitazione da sogno. Il trucco in vista del voto sembra funzionare, i massmedia non vogliono altro che tuffarsi nella “notizia”, la cattiveria si avvia al facile trionfo. Ma scopriremo presto che non è sempre vero il detto secondo cui «i politici sono tutti bugiardi», o meglio – qui forse è una falla nel disegno morale del film – constateremo che Will non è un politico (quindi è confermata la veridicità del detto). Infatti, il ricco buono decide di non portare a termine il piano proposto dal diabolico suggeritore, il quale tutto sommato finirà col trovare una sua pace volgendo l’attenzione verso l’ “educativa” Miss Hannigan. E vuoi vedere che Grace (Rose Byrne), la docile e amorevole assistente di Stacks, risulterà adatta a una sistemazione affettiva più consona alla brillante vivacità di Annie? Di balletto in balletto e di canzone in canzone (musica e canto sono distribuiti secondo la legge di un bilancino anche troppo preciso che premia a turno i ruoli e le situazioni principali) si arriva così al suggello di “Opportunity”, il motivo di Greg Kurstin, Sia Furler e Will Gluck, che permette a Will di lanciare finalmente la piccola protagonista nel cielo glorioso della grande città: «New York è tua!».

Franco Pecori

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1 luglio 2015