La complessità del senso
18 12 2017

Mine

film_mineMine
Regia Fabio Guaglione, Fabio Resinaro, 2016
Sceneggiatura Fabio Guaglione, Fabio Resinaro
Fotografia Sergi Vilanova Claudín
Attori Armie Hammer, Annabelle Wallis, Tom Cullen, Clint Dyer, Geoff Bell, Juliet Aubrey.

Mine interiori. Il sergente americano Mike Stevens (Armie Hammer, Animali notturni 2016) e il suo compagno di missione (fallita) Tommy Madison (Clint Dyer) si avviano a piedi al campo base. Siamo in Afghanistan, pieno deserto, tempeste di sabbia, possibili agguati dal nemico. I due soldati sembrano prenderla sportivamente. Quando  pensano di essere ormai non lontani da un villaggio berbero, all’improvviso Mike si blocca. Ha messo il piede su una mina antiuomo. Tommy ci scherza su e lo invita ad andare avanti e però, fatti solo pochi passi, salta in aria ed è in fin di vita. Saluterà per sempre con un gesto disperato. Rimasto solo e nell’impossibilità di procedere, Mike entra nell’angoscia. L’attesa di soccorsi dalla base si rivela presto disperata, la radio da campo gli preannuncia oltre 52 ore. Situazione bloccata, ansia per la soluzione impossibile. Forse il soldato troverà la forza di tentare la sorte e muovere il piede? Ha il 7 per cento di probabilità di aver trovato una mina imperfetta. Di momento in momento, passiamo all’interno della psicologia e dell’immaginario del protagonista. La desolazione del deserto e l’alternarsi del giorno e della notte, con il sole a picco e con le belve in agguato, lasciano all’obbiettivo lo spazio per una realtà trasognata che viene a confrontarsi e a integrarsi con l’incubo “reale” di una sorte estrema e impietosa. La porta verso l’interno si apre con l’aiuto di un terso personaggio che appare come un fantasma della storia. Un berbero saggio e pazzo (Clint Dyer), che parla la lingua di Mike, spunta dal villaggio di là dall’orizzonte. Con una serie impietosa di “perché?”, costringe il soldato americano a farsi domande sulla propria vita e sulla ragione che lo ha portato a essere lì, fino a fargli ammettere: «Tutto ciò che tocco cade a pezzi, è per questo che sono qui». Implicita un’allusione al “tocco” americano? Il soldato tornerà a casa? Scatta comunque una serie, troppo lunga e insistita, di “visioni” che ci raccontano la vita di un ragazzo con un padre da uccidere, una madre buonissima, una ragazza da amare, Jenny (Annabelle Wallis), la quale ha subìto la sua partenza per la guerra e ora aspetta il suo ritorno. Sono 106 i minuti che separano dal finale, in certi momenti sembrano non passare mai, ma succede quando un film è il film di esordio. Fabrio Guaglione e Fabio Resinaro, sono una coppia di amici di liceo scientifico (1995), vengono da San Donato Milanese e, attraverso cortometraggi, spot pubblicitari e infiltrazioni nel mondo produttivo, arrivano a sceneggiare e coprodurre un primo film lungo, True Love, destinato alle piattaforme digitali e poi edito in home video. Di Mine si prevede la vendita in tutto il mondo.

Franco Pecori

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6 ottobre 2016