La complessità del senso
18 12 2017

Chi m’ha visto

Chi m’ha visto
Regia Alessandro Pondi, 2017
Sceneggiatura Alessandro Pondi, Giuseppe Fiorello (Beppe Fiorello), Paolo Logli
Fotografia Ramiro Civita
Attori Pierfrancesco Favino, Giuseppe Fiorello, Mariela Garriga, Dino Abbrescia, Sabina Impacciatore, Mariolina De Fano, Michele Sinisi, Maurizio Lombardi, Oriana Celentano, Francesco Longo, Gianni Colajemma, Cesare Pasimeni, Vito Facciolla, Delia Taccarelli, Dalila Trovisi.

In un paesello delle Murge si traduce in pugliese carico e pittoresco il problema del cantar suonando pop nella giungla degli interessi commerciali, dei cd difficili da vendere, dei successi artificiosi da fabbricare. Martino Piccione (Giuseppe Fiorello), artista nostrano della chitarra, non è riuscito a sfondare, suona con i big ma l’occhio di bue non lo illumina mai. Nell’ennesima “pausa”, torna dalla sua mamma (Mariolina De Fano), nella casetta arrampicata sugli spuntoni di roccia. Ad accoglierlo c’è Peppino (Pierfrancesco Favino), l’amico di sempre. La regia di Alessandro Pondi (opera prima dopo varie sceneggiature) indugia in situazione “appoggiata”, caricando di attese riflessive e di battute tipical l’atmosfera del “nulla” sconsolato di un meridione rassegnato alla stereotipia. Non si riesce, pare, a scrollarsi di dosso il Bwestern di a-gloriosa memoria che ha finito per inquinare anche la commedia “neorealistica”. Il duo dei protagonisti, nuovo e ben assortito anche in funzione pretelevisiva, funziona nelle sequenze dimostrative e caratteriali – bravo soprattutto Favino nel pieno della sua corposità recitativa, ma il film non riesce a divenire racconto. L’idea di inscenare un truffaldino “Chi l’ha visto” (Sabrina Impacciatore è la conduttrice), per far emergere il personaggio del chitarrista a livello massmediologico (Peppino consiglia Martino di “sparire” in modo che lo si dia per disperso e che l’assenza approdi al famoso programma tv) finirà per giovare soprattutto al paesello in funzione turistica. Un’idea non nuova e ultraprevedibile nello svolgimento. La qualità del musicista non avrà modo di esplodere, ma un finale di sogno, anche se non di gloria, risarcirà Martino di autentici sentimenti – con l’apporto decisivo di Sally (la cubana Mariela Garriga), bella prostituta laureata / “Non ho trovato altro”. Di maniera il contorno ambientale, ottimistico lo sguardo situazionale. Chi se ne importa delle folle deliranti ai concerti-rito.

Franco Pecori

 

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28 settembre 2017