La complessità del senso
19 07 2018

Avengers: Infinity War

Avengers: Infinity War
Regia Anthony Russo, Joe Russo, 2018
Sceneggiatura Christopher Markus, Stephen McFeely
Fotografia Trent Opaloch
Attori Scarlett Johansson, Karen Gillan, Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Elizabeth Olsen, Tom Holland, Chris Pratt, Benedict Cumberbatch, Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Pom Klementieff, Robert Downey Jr., Jeremy Renner, Josh Brolin, Sebastian Stan, Dave Bautista, Jon Favreau, Benicio Del Toro, Paul Rudd, Chadwick Boseman, Gwyneth Paltrow, Paul Bettany, Danai Gurira, Anthony Mackie, Don Cheadle, Benedict Wong, Letitia Wright, Tiffany Espensen, Winston Duke, Isabella Amara, Tom Vaughan-Lawlor.

Ogni promessa è debito. Certo, come anche ogni premessa. Gli Avengers non si fanno parlare dietro. Dopo il capitolo confermativo del trionfo della “Super-Nazionale” dei Vendicatori (Age of Ultron 2015), ecco la Guerra dell’Infinito, contro la più pericolosa minaccia universale. La porzione della terza puntata è abbondante. Le figure stereotipe dei difensori dell’Universo si presentano in tutte le articolazioni coerenti con l’immaginario debordante prodotto e coltivato dal tema anche estetico. E coerenti – elemento non trascurabile – con il mondo Marvel. Questo capitolo degli Avengers è il diciannovesimo film Marvel, nel decimo anniversario degli Studios californiani. Il campo culturale è mitologico, bisognerà che gli spettatori, specialmente giovani, se ne rendano conto e chiedano espressamente ai loro insegnanti di scuola media di fornire, se già non lo avessero fatto, gli strumenti per trattare la materia mitologica in modo adeguato: non un mito in particolare, ma il mito in generale. Dopo di che, mito per mito, non troveremmo sbagliato se i ragazzi potessero scegliere di preferire la mitologia antica, centrale quella greca, complessa ma certamente meno incerta di quella di stampo spiritualistico proposta dal film. Quel titanico Thanos (Josh Brolin), ha in mente uno strano progetto di riequilibrio dell’Universo: nella catastrofe generale moriranno milioni e milioni di esseri. Il gigantesco e perverso progettista ha soltanto il problema di impossessarsi delle sei gemme che regolano l’Infinito. Il film consiste nella lotta di tutti, Hulk, Thor, i Guardiani della Galassia e gli Avengers in testa, contro la forza ultraminacciosa di Thanos. È il popolo dei supereroi Marvel: Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Chris Hemsworth (Thor), Mark Ruffalo (Bruce Banner/Hulk), Chris Evans (Steve Rogers/Captain America), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff/Vedova Nera), Don Cheadle (Colonnello James Rhodes/War Machine), Benedict Cumberbatch (Dottor Strange), Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man), Chadwick Boseman (T’Challa/Black Panther), Zoe Saldana (Gamora), Karen Gillan (Nebula), Tom Hiddleston (Loki), Paul Bettany (Visione), Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff/Scarlet), Anthony Mackie (Sam Wilson/Falcon), Sebastian Stan (Bucky Barnes/Soldato d’Inverno), Idris Elba (Heimdall), Danai Gurira (Okoye9, Benedict Wong (Wong), Pom Klementieff (Mantis), Dave Bautista (Drax), Gwyneth Paltrow (Pepper Potts), Benicio Del Toro (il Collezionista), Chris Pratt (Peter Quill/Star-Lord). Ciascuna gemma regolatrice dell’Infinito avrà il suo momento per l’avidità di possesso di Thanos, a cominciare dal Tempo e, via via, sarà la volta della gemma dell’Anima, dello Spazio, della Mente, della Realtà (bisognerà andarla a scovare – indovinate – a Ovunque) e del Potere. Una massiccia dose di moralismo sottende l’avventura, imponendo a tratti una dominanza assorbibile meno difficilmente dallo spettatore più giovane, sulla cui ingenuità (non è un aggettivo) culturale si appoggia evidentemente il  tessuto narrativo. Il pubblico meno giovane e più avvezzo alla terminologia e alle derivazioni pseudo scientifiche e filosofiche inerenti, potrà destreggiarsi tra favoleggiamento neuronico e recupero “antropologico” del primitivo, godendo dell’efficacia dell’arco e della freccia nella battaglia a campo aperto. Ma generalmente, i salti non saranno così vertiginosi, risolvendosi per lo più gli scontri in vere e proprie scazzottate all’americana, con qualche ulteriore complicanza gestuale dovuta all’uso magistrale degli effetti che alleggeriscono il peso della materia. Ovvio che non staremo qui a fare rivelazioni sulla conclusione del film. E comunque, un sequel è previsto per il maggio 2019.

Franco Pecori

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25 aprile 2018