La complessità del senso
19 11 2017

Gifted – Il dono del talento

Gifted
Regia Marc Webb, 2017
Sceneggiatura Tom Flynn
Fotografia Stuart Dryburgh
Attori Chris Evans, McKenna Grace, Lindsay Duncan, Jenny Slate, Octavia Spencer, Michael Kendall Kaplan, John M. Jackson, Glenn Plummer, John Finn, Elizabeth Marvel, Candace B. Harris, Jon Sklaroff, Jona Xiao, Julie Ann Emery, Keir O’Donnell, Crystal Freyermuth.

A ciascuno le sue possibilità. Parametro difficile, specialmente se parliamo di società, del suo sviluppo armonico e giusto; e se vediamo la società in un panorama complessivo che comprenda luoghi e paesi diversi, tutti. In pratica, un’utopia la cui realizzazione comporterebbe profonde rivoluzioni quasi inimmaginabili. Ma il termine “gifted”, nel mondo avanzato, ha un significato preciso. Si riferisce a qualcuno dotato di talento eccezionale. In età infantile, il soggetto superdotato può trovarsi a disagio nella scuola elementare e, particolarmente in America, la società è attrezzata per un tipo di istruzione speciale, di livello adeguato. Il film di Marc Webb (500 giorni insieme 2009, The Amazing Spider-Man 2012) mette insieme due attori da cortocircuito, come Chris Evans e McKenna Grace, l’uno ha stampati addosso i panni di Captain America, supereroe per la giusta libertà, l’altra è una bambina che di situazioni eccezionali se ne intende già è la Daisy di Independence Day: Resurgence. Siamo a Tampa, in Florida. Frank Adler (Evans), spirito libero, tira avanti riparando motoscafi. E bada a crescere la nipotina Mary, di sette anni, compito lasciatogli dalla sorella prima di andarsene all’altro mondo, con la raccomandazione di assicurare alla piccola un’infanzia normale, spensierata e inserita nei metodi della scuola pubblica. Dalle prime sequenze, molto divertenti, ci accorgiamo che l’impatto di Mary con la prima elementare presenta qualche problema. La maestra Bonnie (Jenny Slate) è impegnata a insegnare l’addizione 1+3 mentre Mary, vedremo presto, è già in grado di risolvere equazioni di grado superiore. Ovvio che non si tratta soltanto di un livello di “istruzione”, la bambina è anche molto più matura, sul piano del comportamento e della formazione morale. La soluzione? Alla nonna materna Evelyn (Lindsay Duncan) il problema sembra facile: la bambina va trasferita nel Massachusetts, dove potrà avere l’adeguata istruzione, in una delle scuole speciali per gifteds. E tutta la fatica dello zio per assicurare alla piccola un’aria di casa semplice, normale, anche con l’aiuto di una vicina gentile e amorevole come Roberta (Octavia Spencer), una donna dai sentimenti materni che sembrava l’ideale per supplire alla mancanza della mamma di Mary? Inevitabile il contrato e scontata la fase del tribunale. Per fortuna il livello di civiltà dei contendenti si dimostra molto utile a un andamento non troppo aspro. Tuttavia sarà necessario l’intervento della regia per risolvere la questione, dopo qualche lacrimuccia, sul versante più “naturale”. Il merito di Marc Webb è di non cedere del tutto alla legge del sentir comune e di lasciare uno spazio dialettico alla riflessione su problematiche non tanto semplificabili. Emozioni e ragionamenti hanno modo di articolarsi.

Franco Pecori

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1 novembre 2017