Non dirmi che hai paura
Samia
Regia Yasemin Samdereli, Deka Mohamed Osman 2024
Sceneggiatura Yasemin Samdereli, Nesrin Samdereli, Giuseppe Catozzella
Fotografia Florian Berutti
Attori llham Mohamed Osman, Kaltuma Mohamed Abdi, Fathia Mohamed Absie, Waris Dirie, Elmi Rashid Elmi, Elena Garkina, Fatah Ghedi, Armaan Haggio, Shukri Hassan, Zakaria Mohammed, Amina Omar, Mohamed Omar, Riyan Roble, Miguil Ali Soubaneh.
Premi Tribeca Film Festival di New York 2024: Premio speciale della giuria. In concorso ad Alice nella città 2024.
Senza velo. A Mogadiscio, nel mezzo della guerra civile, la bambina Samia (Ryan Roble) vive la sua favola con verità e impegno. Sente e sentirà sempre la passione di correre veloce. Gioca seriamente col suo compagnetto, Ali (Zakaria Mohammed e, da grande, Elmi Rashid Elmi), ad allenarsi per battere anche gli adulti nelle gare locali. Il papà Yusuf (Fatah Ghedi), la incoraggia, rischiando la vita per la ferocia degli oppressori. La sorella Hodan (Amina Omar) e Yusuf le ripeteranno, quando si tratterà di correre spogliandosi del velo femminile: “Non dirmi che hai paura” – è questo il titolo del romanzo di Giuseppe Catozzella, Premio Strega Giovani 2024, da cui il film. Di gioco in gioco, di gara in gara, la ragazzina raggiunge l’età (llham Mohamed Osman) che le permette di sognare le Olimpiadi. Samia rappresenterà la Somalia ai Giochi del 2008, a Pechino. Al traguardo dei 200 femminili sarà ultima, ma vivrà ben altro primato, per sé e per la società in cui è cresciuta. Potrà continuare a correre senza velo, perseguendo il sogno di raggiungere l’Europa. Il finale è a sorpresa, non allegro, molto poetico. E usiamo la parola in senso stretto (“fare per dire di più”), non manieristico. Matteo Garrone (Io capitano 2023) autorizza, anche se il peso drammatico, espressivo/contestativo, scende qui in una sintassi più agevole. I passaggi, ad esempio, sulle torture alle “viaggiatrici” dall’Africa verso il mondo occidentale sono attenuati e tutta la prima parte, di Samia bambina, è partecipata con semplice delicatezza. La chiusura, drammatica e sognante, lascia poi il segno, un invito a riflettere con sentimento.
Franco Pecori
5 Dicembre 2024