La complessità del senso
23 07 2024

Horizon: An American Saga – Capitolo 1

Horizon: An American Saga – Chapter 1
Regia Kevin Costner 2024
Sceneggiatura Jon Baird, Kevin Costner
Fotografia J. Michael Muro
Attori Kevin Costner, Sienna Miller, Sam Worthington, Giovanni Ribisi, Danny Huston, Michael Rooker, Jena Malone, Michael Angarano, Jamie Campbell Bower, Luke Wilson, Ella Hunt, Will Patton, Isabelle Fuhrman, Kathleen Quinlan.

Pan! Un palo si conficca nel terreno e la cinepresa allarga lo sguardo sul vasto panorama della conquista che ora comincia. È l’America della Guerra Civile (1861-1865) La prima sequenza segna l’inizio di una storia larga e lunga, che non è giusto (non lo è stato mai?) chiudere in tanti e singoli episodi quanti sono stati i film che compongono ormai la lunga storia del cinewestern. Perciò andiamoci piano, si tratta di fare i conti con John Ford, con la diligenza e con la struttura narrativa dell’inseguimento – per dire solo una delle componenti basiche dell’espressione di genere riferita alla storia americana, che è anche storia del cinema. Mentre l’immaginario narrativo tende a riconiugarsi con AI e getta lo sguardo già verso una ripulitura marketing dello Spazio a venire (la Kelly Jones/Johansson di Fly To The Moon, in uscita il prossimo 11 luglio), Kostner, prima che sia troppo tardi (sembra dire), conficca un palo nella Storia, nel corpo della Storia, invitando a rendere ragionevole, consapevole, lo sguardo della Conquista, il suo valore/disvalore drammatico. Un pugno e: “Basta parlare”. Conquistare, tutto qui forse. Ci si può anche dilungare. E, da maestro, Costner non si dilunga, si allarga senza strafare (181 minuti per il primo dei quattro capitoli della Saga non vi sembrino troppi), sostiene il peso, contiene il pensiero critico, rivede anche le impressioni che, da spettatori, ci portiamo dentro, vista l’America delle praterie, dei canions, degli indiani, degli sceriffi, dei briganti, dei Fortapaches, delle pepite, dei bivacchi, dei duelli Colt-to-Colt, dei sogni a stento contenuti entro la falda del grande cappello. L’ultimo Grande Film non esclude alcuno dei film/cinema precedenti, eppure li contiene per forza di cose e li ripropone messi a nuovo, nemmeno invecchiati, rinati a nuova vita, tutti insieme e ciascuno da solo. Non è un Western per vecchi, il peso della Novità è sostenibile, se si abbia la forza di scaricare giù dalle spalle il carico dei mille Generi e dei mille loro rifacimenti. Fonte autentica dalla mente di un artista onesto, da un Costner che Balla coi lupi. Un cinema paziente, comprensivo, compiuto e non definitivo, una Storia quasi ancora a venire, se solo si potesse rifarla diversa. E magari proiettarla in uno schermo allusivo, confrontarla e integrarla con le fantasie impegnative di oggi, dopo 160 anni di successive mistificazioni, non certo antropologiche. Horizon: Sguardo prospettico, studio della Storia,  tacita e forte proposta per un West più West e meno Western soltanto. [Cannes 2024, Fuori Concorso]

Franco Pecori

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4 Luglio 2024