La complessità del senso
23 09 2018

Loro 2

Loro 2
Regia Paolo Sorrentino, 2018
Sceneggiatura Paolo Sorrentino, Umberto Contarello
Fotografia Luca Bigazzi
Attori Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Lorenzo Gioielli, Alice Pagani, Caroline Tillette, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Roberto Herlitzka.

Si può capire meglio anche la Grande Bellezza, se la chiamiamo Bellitudine. Ma non dobbiamo trascurarla, lì né qui. Nel 2013 era sul grande schermo Jep Gambardella, avido di far parte dei trionfi tronfi di una Grande Roma puttana ammuffita, frattaglia ormai d’una Dolce Vita fuggita con i sogni del genio provinciale. Bellitudine grande, gonfia, da ridere strozzandosi. Col medesimo spirito non-documentario bensì riflessivo e velenoso, sarcastico e per nulla arrendevole alle leggi del piacimento, Paolo Sorrentino trafigge ora la politica – di nuovo dopo Il divo e ancora come allora non direttamente bensì al ritmo lento di un ballo stretto e funereo -, trapassa le sue figure (figuracce) e le presenta nel Loro paradiso agghiacciante. Prese nell’insieme, hanno “l’alito di un vecchio”, il vecchio ributtante che con le sue avances prefabbricate spinge la ragazza – una per tutte, una ve n’è – a fuggire via e a rinunciare alla spilletta dorata, dono per l’ennesima Grande Festitudine nella Villa degli Italiani Felici. Il secondo film del dittico di Sorrentino chiarisce a fondo la falsa pista del Silvio-target. Si perde molto a cercarvi, ancora e più che nel primo, “vita e opere” del venditore milanese. Il titolo non era ed è meno che mai “Silvio”: è Loro. Il regista ci fa il dono di restituirci l’immagine che di quella figura ci portiamo dentro, con l’arte propone a Loro/Noi di liberarcene. L’arte vince il disgusto per una colpa di cui ci spogliamo, come ogni volta che Virgilio accompagna per mano Noi/Loro/Dante nell’orrore infernale. Geniale l’attacco di Loro 2, con un Silvio/Loro speculare che approfitta di se stesso per concepire il trucco parlamentare (in Italia a volte si può) verso un rinascimento, la ridiscesa in campo più sognata che realizzata, pessima più che divertente. Poi una scansione progre/regressiva delle qualità morali necessarie al “più bravo” per fottere Loro, l’egoismo, l’altruismo, il millefoglie, i comunisti, il qui abbiamo tutto, il terremoto, la presenza notturna lugubre a L’Aquila, la dentiera regalata, il dilemma di una New York risolto con una Napoli, i 113 miliardi veri nella lite con Veronica (bravi tutti gli attori ma non conviene personalizzare le figure) – una ve n’è. Miliardi dell’origine di una Bellitudine Grande, acqua sporca rischio mortale che solo l’arte si può permettere.

Franco Pecori

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10 maggio 2018