La complessità del senso
17 12 2018

L’uomo che uccise Don Chisciotte

The Man Who Killed Don Quixote
Regia Terry Gilliam, 2018
Sceneggiatura Terry Gilliam, Tony Grisoni
Fotografia Nicola Pecorini
Attori Adam Driver, Jonathan Pryce, Stellan Skarsgård, Olga Kurylenko, Joana Ribeiro, Óscar Jaenada, Jason Watkins, Sergi López, Rossy de Palma.

Don Chisciotte e la pubblicità, una bella lotta. Toby (Adam Driver)  è un regista che si annoia. Sul set di spot pubblicitari, odia le banalità e gli errori, non sopporta i compromessi e le finte grandiosità che la produzione pretenderebbe di imporgli. E fa lo stravagante (forse lo è), appena può scappa, fa un giro: fa il Don Chisciotte, continua a farlo fin da giovane, quando scelse il personaggio di Miguel de Cervantes per il film della tesi di laurea, andando a pescare in un paesino spagnolo materiali “umani”, prendendoli “dal vero”, con ironia e sarcasmo, non senza appassionata partecipazione. Quel paesino Toby lo ritrova ora per caso, durante una delle sue pazze “fughe” dal set pubblicitario. E rivede, attonito, le conseguenze grottesche e drammatiche di quel suo lontano tentativo di cinema “dal vero”. Il calzolaio (Jonathan Pryce) in cui allora vide il suo perfetto Don Chisciotte, immedesimatosi nella favola, continua pazzescamente a recitare la parte; la ragazza del bar in cui vide la perfetta Angelica (Joana Ribeiro) è volata via a Parigi e chissà dove vestendo panni da escort. E tutto il paesino è fuori di senno. Trasognato e quasi sconvolto, Toby si confonde, diventa Sancho al fianco del vecchio e “immortale” Chisciotte, attraversa visioni allucinate di villaggi arabi, incontra clandestini marocchini, vive incubi incurabili nelle sedi sontuose e arroganti di “nuovi” russi, in un intreccio mistificatorio di rapporti “professionali”, tra cineproduzione e contratti di advertisement. Il film si gonfia e si dilunga ossequiando e aggiornando il Barocco. Fughe alla Terry Gilliam. Il regista del mitico La leggenda del re pescatore (1991) porta al traguardo la realizzazione di un progetto ultracostoso, tanto azzardato produttivamente dall’aver dato luogo già nel 2002 al documentario Lost In La Mancha – Ovvero la mancata realizzazione di don Quixote. “Don Chisciotte non muore mai come le esperienze, le idee e l’arte”, dice Gilliam, il quale stavolta s’imbarca in una frenesia spagnola che sfiora la parodia di se stesso, un po’ credendoci e un po’ ammiccando alla necessità di portare “la storia del Cavaliere dalla triste figura al pubblico contemporaneo”. Gli dà una mano lo sceneggiatore Tony Grisoni, già suo collaboratore per Paura e delirio a Las Vegas (1998) e I fratelli Grimm e l’incantevole strega (2005). Rispetto al tema di partenza, il problema – si sa – è eterno: prendersi sul serio comporta una lotta contro i mulini a vento. Nel Seicento e anche oggi. Come anche fare dell’ironia.

Franco Pecori

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27 settembre 2018