La complessità del senso
15 09 2019

Sofia

Sofia
Regia Meryem Benm’Barek, 2018
Sceneggiatura Meryem Benm’Barek
Fotografia Doan Soan
Attori Maha Alemi, Sarah Perles, Lubna Azabal, Faouzi Bensaïdi, Nadia Niazi, Hamza Khafif, Raouia, Khadija Adly, Nadia Benzakour, Mansour Badri.
Premi Cannes 2018, Un certain regard: sg.

Malaffare matrimoniale in società sofferenti per la crescita confusa e ingiusta nei livelli e nelle prospettive civili. Vengono in mente storie come quella raccontata nel 2008 dai fratelli Dardenne (Il matrimonio di Lorna), disperazioni e speranze di nuovi diseredati nel cuore dell’Europa; o come la difficile riarticolazione di coppia tra Nader e Simin, in un Iran frenato dalla rigidità dei costumi (Una separazione, Asghar Farhadi 2011). Meryem Benm’Barek, regista marocchina (Rabat, 1984) al primo lungometraggio dopo un’apprezzata attività nel “corto” (il suo Jennah nella short-list per gli Oscar 2015), ha costruito una sceneggiatura forte e ben equilibrata sulla storia di Sofia (Maha Alemi), ventenne di Casablanca, la quale improvvisamente accusa dolori alla pancia e “scopre” di essere in procinto di partorire. In Marocco, la legge punisce con il carcere relazioni sessuali fuori dal matrimonio. Dall’incidente iniziale, la storia si allarga in un intrigo che fotografa situazioni ambigue e compromissorie tra diverse fasce sociali, in una prospettiva morale confusa e sostanzialmente opportunistica. I dolori del parto si manifestano durante un momento conviviale dedicato agli affari. I genitori della ragazza stanno per chiudere un vantaggioso contratto con il cognato francese, la vita della famiglia più povera potrà salire un importante gradino. La cugina Lena (Sarah Perles), studentessa di medicina, aiuta Sofia a raggiungere l’ospedale dove potrà diventare madre grazie all’appoggio di un medico amico. Ma poi si dovrà comunque trovare un padre della creatura entro 24 ore. Omar (Hamza Khafif), il ragazzo che Sofia indica come responsabile, protesta e rifiuta il ruolo, ma poi la situazione “inferiore” della sua famiglia, nel quartiere popolare di Derb Sultan, lo porterà ad accettare il compromesso. Per tutto il film, sarà brava la protagonista a mantenere un’espressione ambigua, addolorata e perplessa insieme, che funzionerà poi da chiave per l’interpretazione del complessivo scenario, dove ritualità e dominio, cultura patriarcale e potere decisionale femminile, divisione della società in classi sociali e usanze ambientali, formano un quadro di inestricabile e quasi inconfessabile compromissione. [Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani SNCCI]

Franco Pecori

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14 marzo 2019