La complessità del senso
18 12 2017

L’inganno

The Beguiled
Regia Sofia Coppola, 2017
Sceneggiatura Sofia Coppola
Fotografia Philippe Le Sourd
Attori Colin Farrell, Nicole Kidman,Kirsten Dunst, Elle Fanning, Oona Laurence, Angourie Rice, Addison Riecke, Emma Howard, Waynw Pére, Matt Story, Joel Albin.
Premi Cannes 2017: Sofia Coppola reg.

Virginia, 1864. Durante la Guerra di Secessione americana, il caporale nordista McBurney (Colin Farrell), ferito a una gamba, viene soccorso dalla collegiale Amy (Oona Laurence), bambina intenta a raccogliere funghi nel bosco vicino al collegio femminile di cui fa parte, Seminary for Young Ladies diretto da Miss Martha Farnsworth (Nicole Kidman).  Il soldato viene curato e tenuto nascosto mentre in lontananza si avverte il rombo dei cannoni. La sua presenza provoca curiosità ed eccitazione nelle giovani ospiti della struttura e anche diverrà oggetto di avances da parte dell’insegnante Edwina (Kirsten Dunst) e dell’adolescente Alicia (Elle Fanning). Più trattenuta e composta ma non meno intensa è l’attrattiva subita dalla direttrice, la quale, in più, è nella condizione di dettare le regole del “gioco”, fino a lasciar scatenare un seguito di conseguenze drammatiche all’interno del mondo chiuso da lei controllato. E’ sembrato a molti inevitabile il riferimento al precedente del 1971, quando The Beguiled, il film tratto dal romanzo di Thomas P. Cullinan, “A Painted Devil”, s’intitolò da noi La notte brava del soldato Jonathan. Nel 2000, la Mostra di Venezia scelse il lavoro di Don Siegel per un Tributo all’attore Clint Eastwood, affermatosi appunto con l’interpretazione del soldato yankee. Un raffronto con l’attuale versione di Sofia Coppola, premiata a Cannes per la regia, è poco utile sul piano estetico, essendo i due autori riferibili a pertinenze troppo diverse: due mondi espressivi estranei l’un l’altro – basti pensare a film come Lost in Translation, Marie Antoinette, Somewhere e come L’invasione degli ultracorpi, Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo, Fuga da Alcatraz. In particolare, riguardo a The Beguiled, proprio la traduzione più recente del titolo richiama a una differenza di senso. Nel 1971, sulla scia di un Sessantotto non ancora digerito, era comprensibile una certa istanza trasgressiva nella lettura del testo di riferimento, lettura che in Don Siegel comportò il trasudamento non raffinato degli impatti emotivi tra i personaggi, e tra i loro mondi di origine. L’inganno era ed è – per così dire – nei funghi, ma ora la Coppola viaggia su un altro binario. I corpi e l’ambiente entrano in una linea di controllo dei codici che diviene il tema principale del film, cioè della regia. La frase che, dopo l’imbarazzo del primo impatto, Miss Martha pronuncia sulla figura dell’ospite inatteso, si propone come chiave di lettura principale: «Il nemico, come individuo, non è ciò che immaginavamo». La dimostrazione in termini di immagini e di racconto, insomma di rappresentazione cinematografica, è affidata a una scelta stilistica che s’impone con grande chiarezza: codici si confrontano ferocemente per una prevalenza finale che, comunque, richiederà discrezione e rimanderà il seguito dell'”indagine” a possibilità ulteriori, sospendendo provocatoriamente il tragitto con un gesto di correttezza obbiettiva, ma di opportunistica preferenzialità tutt’altro che appacificante. Dopo l’esecuzione dell’inganno verso il corpo estraneo di cui sbarazzarsi, una mano ancora dominante, “sistematica” e “risolutrice”, appenderà al cancello del collegio il panno azzurro, segnale di una presenza nemica di cui avvertire le truppe sudiste di passaggio. La forma e la sostanza di una civiltà in ebollizione, condensano la loro probabilità significativa in un gesto simbolico che evidenzia in una sintesi estrema l’imbarazzante confronto tra i pregiudizi della “normalità” e  la forza decostruttiva dell'”incidente”. Il tutto senza gridare, guardandosi attorno con discrezione, segnalando a lume di candela i momenti di una storia che cambia la vita, di una vita che esplode in ferita e invano tenta la ricomposizione. Gli interpreti sono tutti perfetti nei loro ruoli, Nicole Kidman ma anche Colin Farrell, eroe presunto e indebolito dal sopravveniente destino.

Franco Pecori

Print Friendly

21 settembre 2017