La complessità del senso
23 07 2024

Appuntamento a Land’s End

The Last Bus
Regia Gillies MacKinnon, 2021
Sceneggiatura Joe Ainsworth
Fotografia George Geddes
Attori Timothy Spall, Phyllis Logan, Brian Pettifer, Celyn Jones, Marnie Baxter.

Cannes 2014. Timothy Spall vince la Palma per l’interpretazione che, in Turner di Mike Leigh, lo vede nei panni di J.M.W. Turner, pittore inglese romantico e “squilibrato” (1775-1851). Ora l’attore londinese, con sulle spalle esperienze di cinema firmate da registi come Ken Russell, Clint Eastwood, Bernardo Bertolucci, Kenneth Branagh, Alfonso Cuarón, Tim Burton, Pablo Larraín, s’immerge in una sfida biografica drammatica, alla quale lo chiama lo scozzese Gillies MacKinnon, regista di opere come Regeneration (1997, sul dramma dei soldati della guerra 2017, “recuperati” mentalmente e rispediti a combattere). Il bus per l’Appuntamento a Land’s End è il mezzo dell’ultima tappa per una lontana promessa da mantenere e verso la ridefinizione di una sfida del tempo, biografica nella trasparenza e riflessiva nella produzione del senso, il senso che nella vita, momento dopo momento, segna la memoria. Tom Harper, il protagonista, rimasto solo, anziano e malato, mantiene la promessa  di un viaggio fatta alla moglie (lei quel viaggio non lo farà) e “resta” sul set del film, ciak dopo ciak. Un’inquadratura dopo l’altra, la suspence del senso nasce svanisce e rinasce in un’intima biografia del tempo. Una sorta di miracolo della produzione del senso affidata alla congiuntura del viaggio, ultimo o forse primo, nella sequenza, nella memoria e nell’impossibile, miracolosa presenza. Tom e Mary sono rimasti a vivere appartati per sessanta anni in un piccolo villaggio scozzese. Un giorno avrebbero poi viaggiato fino a Land’s End, da dove, giovani, si erano mossi. Un filo sottile, una pausa, uno sguardo, una biografia dell’anima e di una memoria che si ritrova, che non svanisce. Basterà il volgere d’uno sguardo, basterà il battere del ciak. Biografia del tempo-senso. Viaggio all’indietro, nella solitudine e nell’occasione, nella sorpresa (e nel disgusto) del mondo che cambia, nel tormento di sogni smemorati, di progetti inattuali. Smemoria e addio. Salute e malattia, biglietto del bus svalidato nel percorso troppo lungo, via col vento la carta stradale, straniamento perfino ucraino (famiglia in festa lungo la strada!). E traguardo cimitero, la data per un anno di vita, Margaret 1950-1951. Nessuna pre-visione, nessuna sorpresa, implacabile nostalgico ciak.

Franco Pecori

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25 Gennaio 2024