La complessità del senso
02 03 2024

Povere creature

Poor Things
Regia Yorgos Lanthimos, 2023
Sceneggiatura Tony McNamara
Fotografia Robbie Ryan
Attori Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef, Jerrod Carmichael, Christopher Abbott, Margaret Qualley, Damien Bonnard.
Premi Venezia 2023: Leone d’Oro.

Prossimi al Terzo Millennio, eravamo stati invitati da Alasdair Gray (il suo romanzo da cui il film di Lanthimos è del 1992)  a fantasticare, con funzioni critiche, sul trapasso, avvenuto in epoca vittoriana (seconda metà dell’Ottocento), dalla dominazione patriarcale al disvelamento di una coscienza femminile in progressiva liberazione dalle forzature storiche. Ora, nel film, Emma Stone (in grandissima forma) è Bella, la giovane incinta che non ha resistito alla sopravvenuta condizione e si è tolta la vita. Ma s’è potuto trovare un rimedio. Il dottor Godwin Baxter (Willem Dafoe), mostruoso scienziato proveniente dalla tradizione del cinema horror, “resuscita” la ragazza pensando bene di recuperarne  dal grembo anche il cervello del feto. Ora si tratta di vedere Bella seguire il suo nuovo destino. La maestria scenica con cui il regista greco ci presenta la rinascita e nuova crescita della ragazza, la sua evolutiva presa di contatto e di coscienza con quelle che per lei sono ora le “stranezze” del mondo salvano il film dal possibile manierismo ideologico e proiettano la narrazione sul filo di una commedia drammatica. Il racconto si nutre delle evidenze contraddittorie di un mondo che mostra (ancor oggi) le assurde relazioni uomo-donna. Quando Bella sente emergere in sé le pulsioni sessuali, emotive, il piano “naturale” della sua esistenza impatta con il mondo circostante le cui “usanze” evidenziano strani contrasti. Matrimonio? E perché? Si può girare il mondo e godersela. Mancano i soldi? Pare che nei bordelli si possa guadagnar bene. Quanto al piacere sessuale, lo stesso proprio corpo potrà essere generoso e autosufficiente. E comunque sarà dura, per qualsiasi accompagnatore di Bella, adeguare la propria funzione alla prorompente sete di libertà e autonomia della creatura rinata. Non mancano spunti di amore omosessuale né risvolti filosofici espliciti. Non stiamo a dire. Nel destino di Bella sfuma d’importanza il possibile matrimonio, mentre si propone anche il piacere, socialmente sensato, di aiutare i meno fortunati (se vinci al gioco, puoi donare la vincita!). Il film di Lanthimos è godibile per la dinamica scenica che propone ad ogni svolta narrativa e per l’incessante stimolo alla riflessione su temi basici, sul filo di un paradosso così trasparente da potersi proporre come documento epocale. Oltrepassando una prima lettura, può trattarsi non solo di emancipazione femminile.

Franco Pecori

 

 

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25 Gennaio 2024