La complessità del senso
14 07 2024

Il frutto della tarda estate

Taht el Karmouss
Regia Erige Sehiri, 2021
Sceneggiatura Peggy Hamann, Ghalia Lacroix, Erige Sehiri
Fotografia Frida Marzouk
Attori Ameni Fdhili, Fide Fdhili, Feten Fdhili, Samar Sifi, Abdelhak Mrabti, Fedi Ben Achour, Firas Amir, Gaith Mendassi, Hneya Ben Elhedi Sbahi, Leila Ouhebi.

La dialettica documento-finzione è interna e costitutiva del linguaggio cinematografico. Potremmo dire del linguaggio. Giova ricordarlo. La documentarista franco-tunisina Erige Sehiri propone, passando per Cannes e Toronto 2022, un frutteto nel Nord-Ovest del paese africano. Nella tarda estate, i fichi sugli alberi sono maturi. Una squadra per la raccolta, donne e uomini, persone giovani e mature, insieme, in una giornata di lavoro. Una vita. Un set cinematografico. Il film non cede all’illusione del cinema-verità, la regista coglie l’impegno del lavoro e del trovarsi, poesia lontana dall’esibizionismo metaforico, fresca e non cedevole all’ “immediatezza”. Storie personali traspaiono nel respiro della giornata, sulla riga e nel profondo, senza darlo a vedere. Saber (Fedi Ben Achour), per esempio, il boss del frutteto, ci prova ma la vita può essere un’altra. Generazioni intrecciate, nuovi modi di vedere, tradizione della terra e sguardo al domani. Sapore di Nuovo Cinema nel non lasciarsi prendere dall’illusione di realismo e dall’indice della macchina-a-mano, trappola estetica più che garanzia di autenticità. E attenti anche a non lasciare spago ad una lettura naturalistica, “fusion” sotto specie di amore universale. Nessuna fantasticheria alla Kechiche (La vie d’Adèle, Palma d’oro 2013). L’angolo di visione esibito in locandina è già molto. Di certo non una lettura di Grado Zero. Non è più tempo di ingenuità. Curiosità, piuttosto. Nessuna arroganza nel proporla. Una giornata, una raccolta, una compagnia. Altre Fidé (Fide Fdhili) per stare insieme.

Franco Pecori

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23 Marzo 2023