La complessità del senso
23 08 2017

Vicini del terzo tipo

The Watch
Akiva Schaffer, 2012
Fotografia Barry Peterson
Ben Stiller, Vince Vaughn, Jonah Hill, Richard Ayoade, Rosemarie DeWitt, Will Forte, Andy Samberg, Jorma Taccone, Akiva Schaffer, Cathy Shim, Carissa Capobianco, Kesley Talley, Melia Talley, Patricia French, Erinn Hayes, Zack Mines, Emilee Yuye Sikes.

Commedia divertente e critica non solo – come potrebbe sembrare – sul tema del “tempo libero” degli americani in una piccola città di provincia (Glenview, Ohio), ma ancor di più sulla faciloneria del pregiudizio verso l’alieno, il diverso, l’ignoto e nel rapporto del cittadino “normale” con le istituzioni, soprattutto quella locale della sicurezza. L’attore Akiva Schaffer, sceneggiatore televisivo di successo (Saturday Night Live) e regista cinematografico al secondo film dopo l’esordio con Hot Rod – Uno svitato in moto (2007), centra l’attenzione sul comportamento di quattro personaggi della porta accanto. Evan (Ben Stiller) è un bravo marito con qualche difficoltà a far contenta la moglie, sia a causa della propria sterilità e sia per la vocazione all’impegno civico; Bob (Vince Vaughn) è un padre di famiglia con piccoli problemi nell’educazione della figlia adolescente e con una spiccata propensione al trastullo spensierato; Franklin (Jonah Hill) vie con la madre e cova dentro di sé un’insospettabile carattere di duro, non aspetta altro che l’occasione per riscattarsi dalla bocciatura del tentativo di entrare nella polizia; Jarmacus, divorziato e propenso a nuovi incontri di tutti i tipi, sarà la vera sorpresa anche per gli altri amici, messisi insieme nella squadra di guardiani con l’intento di proteggere i vicini da ogni possibile violenza. Tutto nasce dall’improvvisa morte del custode notturno del superstore di cui Evan è direttore. L’uomo viene massacrato da un misterioso assassino, i quattro si mettono alla caccia. Uno scassinatore? Un guardone? Ma no! il nemico è un alieno e sarà tutt’altro che facile neutralizzarne l’aggressività. In chiave spiritosamente parodistica, i guardiani si mettono all’opera, rivelando man mano, più che l’incapacità di organizzarsi e incidere con efficacia nel contrasto verso la minaccia, le proprie caratteristiche umane di uomini molto comuni: messi insieme fanno una gran simpatia e ci permettono addirittura di perdonare a noi stessi qualche imperfezione, qualche difettuccio, qualche incompletezza, come singoli e come comunità.

Franco Pecori

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8 novembre 2012