La complessità del senso
18 12 2017

The Broken Key – La chiave spezzata

The Broken Key
Regia Louis Nero, 2017
Sceneggiatura Louis Nero
Fotografia Louis Nero, Davide Borsa
Attori Christopher Lambert, Rutger Hauer, Geraldine Chaplin, William Baldwin, Michael Madsen, Franco Nero, Kabir Bedi, Maria de Medeiros, Marc Fiorini, Andrea Cocco, Diana Dell’Erba, Marco Deambrogio, Walter Lippa, Alex Belli, Chiara Iezzi Cohen, Yoon C. Joyce, Pia Engleberth, Ariadna Romero, Diego Casale.

“La strada per il Paradiso è piena di ostacoli”. Signora mia, dove andremo a finire… Qualcosa collega l’antico Egitto al Piemonte, Torino, Val di Susa… E un passaggio segreto collega la Sfinge alla Grande Piramide. Qualcuno, trascurando la mentalità di Socrate (e il fatto che il filosofo greco fu costretto a bere la cicuta), ci dice: “Conosci te stesso e divieni Dio”. Una chiave si è spezzata, non è una chiave qualunque. Ne saprete di più vedendo il film di Louis Nero (Golem 2000, Rasputin 2010, Il mistero di Dante 2013). Un film per cuori puri, protetti dai Templari, i Templari che non ci sono più ma che ci sono ancora. “Si narra – dice un’opportuna avvertenza – che Hieronymus Bosch (1450-1516), pittore rinascimentale tra i più importanti di tutti i tempi, facesse parte di un misterioso ordine noto come La Confraternita del Libero Spirito, gruppo filosofico riconducibile ai leggendari Seguaci di Horus, custodi di un segreto che avrebbe potuto cambiare le sorti del mondo intero. Tra i guardiani che si sono avvicendati nei secoli si annovera la nobile presenza della regina egizia Ankhsen-pa-aton che [sta per “la quale”], costretta dalla casta sacerdotale a scappare dall’Egitto, decise di rifondare, in una nuova città, il mito solare di Aton: Taurasia, (oggi conosciuta come Torino) [le parentesi sono nel testo]”. Il resto è nel film. La chiave spezzata è una chiave d’oro appartenuta a quella regina ed è – secondo la medesima preziosa avvertenza – “il nuovo Graal”. Il protagonista del racconto è il ricercatore inglese Arthur J. Adams (Andrea Cocco), il quale va cercando il frammento mancante di un antico papiro, protetto dai seguaci di Horus.  Un’imbarazzante tendenza al Medioevo pervade le sequenze, complicando per accumulo la decifrabilità non solo della trama bensì delle responsabilità dell’autore – regista e sceneggiatore -, il quale ci prospetta nientemeno che l’ipotesi di una pratica ascetica al fine di “trasmutare” i Sette Peccati Capitali in Virtù Cardinali. Viene messo in mezzo Dante Alighieri secondo una linea di lettura esoterica, alternativa – immaginiamo – al dilagare del consumo di pasticche nel mondo. Quanto a Torino, speriamo che se la cavi. E gli attori dai nomi risonanti avranno avuto le loro ragioni per partecipare al lavoro, i cui costi non devono essere stati leggeri.

Franco Pecori

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16 novembre 2017