La complessità del senso
25 06 2024

Foglie al vento

Kuollet Lehdet
Regia Aki Kaurismäki, 2023
Sceneggiatura Aki Kaurismäki
Fotografia Timo Salminen
Attori Alma Pöysti, Martti Suaosalo, Jussi Vatanen, Janne Hyytiäinen, Nuppu Koivu.
Premi: Cannes 2023, Prix du Jury.

Ha memoria il sentimento? Sì, ne troviamo traccia, segno. E ha senso? Non può non averne. Kaurismäki fissa lo sguardo sul punto che del suo cinema ha segnato la questione poetica (del fare, del produrre senso) per lui da sempre. I film del regista finlandese, essenziali cose, hanno tracciato condizioni stratificate per scelta verticale (di contenuto) – in sostanza, gli “ultimi” nella società “avanzata” – e articolate sull’asse orizzontale in una rassegna inequivocabile quanto espressiva e ricca di senso: il proletariato (Ombre nel paradiso 1986, Ariel 1988, La fiammiferaia, 1989), con progressivi, fiabeschi (Miracolo a Le Havre 2011) e perfino ironici “anticipi” sugli esiti di un voltafaccia affaristico e remissivo “sushi-imprenditoriale”, a fronte di una parodistica e quasi comica resilienza carbonifera (L’altro volto della speranza 2017). Ora Prevért (e Kosma), Les feuilles mortes, 1946: oggi, al di qua del dilagante fintorap, l’attualissima istanza sentimentale, “povera” non per niente (ma perché le foglie morte sono dovute diventare “al vento”?).  Un uomo (Martti Suaosalo) e una donna (Alma Pöysti), poveri nel finto paradiso di Helsinki, lui operaio vittima dell’alcol, lei priva di occasioni, cassiera in un mercato. Dallo squallore al sentimento “muto”, immemore e recuperabile. Lui la perde, non ricorda il nome, non sa come ritrovarla. Dalla radio la guerra in Ucraina non arriva per semplice indice d’attualità, niente è finito nel profondo di un incontro. Ci si immedesima, si trema nella semplicità delle inquadrature, nei tempi di montaggio che richiedono “lettura”, non si offrono – come in tanto cinema aggressivo – al gigantismo sorbettistico della suzione abitudinaria. Vi si trova, se si vuole, il Bresson e il Godard, di certo nessun immaginifico trasognabile bimbo. Il sentimento ha memoria storica.

Franco Pecori

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21 Dicembre 2023