La complessità del senso
29 06 2017

Non c’è più religione

film_noncèpiùreligioneNon c’è più religione
Regia Luca Miniero, 2016
Sceneggiatura Sandro Petraglia, Luca Miniero, Astutillo Smeriglia
Fotografia Daniele Ciprì
Attori Claudio Bisio, Alessandro Gassman, Angela Finocchiaro, Nabiha Akkari, Giovanni Cacioppo, Laura Adriani, Mehdi Meskar, Paola Casella, Massimo De Lorenzo, Giovanni Esposito, Roberto Herlitzka, Giovanni Esposito, Giuseppe Fiale, Nicolò Adelmann, Renato Tartaglia.

Ma che Madonna è? È buddista! E la religione? È di fantasia. Un mondo fantastico – sempre realizzabile, per carità – si trova a Porto Buio, un isolotto del Mediterraneo dove la nave arriva una volta alla settimana. Il Natale si festeggia anche lì, con il Presepe vivente come ogni anno: lo vuole Cecco (Claudio Bisio), il nuovo sindaco appena eletto, lo vuole il parroco Don Mario (Massimo De Lorenzo), lo vuole Suor Marta (Angela Finocchiaro), l’unica religiosa rimasta a servire la volontà del suo sposo adorato, il Signore. Il progressista Cecco ha una bella pensata: tra gli “attori” del Presepe figureranno anche gli immigrati tunisini, i quali costituiscono ormai un nucleo consistente della popolazione e hanno diritto a essere rappresentati. Non sarebbe troppo d’accordo un certo Aldo (Giovanni Cacioppo), ma poi si rivelerà tollerante. Del resto, i vecchi residenti non sfornano ormai più figli, l’ultimo nato è in fase di pubertà e non entra nella piccola culla di legno al centro del tradizionale allestimento. Una soluzione s’ha da trovare, un Bambinello salterà fuori. Il Vescovo in visita annuale (Roberto Herlitzka, gustosa la sua interpretazione) chiuderà un occhio. Sfumano alquanto i contorni della figura di Gesù, Corano e Bibbia/Vangelo cercano una fusione nel segno del mondo nuovo, inutile scavare nel passato un po’ imbarazzante di Cecco e di Bilal (Alessandro Gassman), un Marietto ex metallaro convertitosi all’Islam e autoproclamatosi guida spirituale (e non solo) dei musulmani locali. I due, insieme a Marta, fanno un terzetto non precisamente pacifico, ma è il bello dei tempi d’oggi. Per affrontare una problematica così, sostiene la figlia del sindaco, Maddalena (Laura Adriani), “fuggitiva” a Londra e buddista, ci vogliono le non-quadratre (le palle, spiega suo padre). E alla fine, vedrete che la soluzione verrà proprio da lei. Nel Presepe vivente troverà posto un Bambinello davvero speciale. Sulla carta, un intreccio compilato col bilancino dell’opportunità, fantasioso nemmeno poi troppo rispetto alla possibile realtà attuale. Nel film, sequenze un po’ stiracchiate per arrivare a sostituire il bue con il lama. Ma il cast è più che discreto, in continuità con il proprio standard, e la simpatia si diffonde garbata.

Franco Pecori

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7 dicembre 2016