Tutto in un’estate!
Vingt Dieux
Regia Louise Courvoisier 2024
Sceneggiatura Louise Courvoisier, Théo Abadie
Fotografia Elio Balezeaux
Attori Clément Faveau, Luna Garret, Maiwene Barthelemy, Dimitry Baudry
Premi César 2024; Un Certain Regard: Opera Prima, Premio Giovani, Miglior esordio alla regia, Migliore rivelazione femminile (Maïwène Barthélemy).
Capita raramente che la testata di una rassegna, festival, manifestazione, abbia un senso corrispondente ai contenuti/forme di cui si nutrono i materiali proposti. Un certain régard, Un certo sguardo, un cinema da individuare rispetto ai generi e alle “novità”. Nonostante il titolo italiano del lavoro d’esordio di Louise Courvoisier (Ginevra,1994), qui non si tratta di un’estate, qui – Santocielo! Vingt Dieux, Bon Dieu– si entra nella vita, nella ruvida vita, nell’amore e nella pratica faticosa della sopravvivenza. Qui (gli attori non sono professionisti) si è ragazzi di campagna, poche parole, una motoretta e un formaggio da portare al concorso a premi, dopo aver imparato a farlo – sembrerà di diventare ricchi in un colpo solo! Qui nella campagna il tempo si consuma impietosamente, la pratica sembra un formaggio da fare. E da soli, da ragazzetti rimasti senza padre, con una sorellina (Luna Garret) da portare ancora a scuola, la mucca, il suo latte, il caglio, il caldaio caldo e pesante fanno crescere la vita in fretta. Senza “Poesia”, senza aggettivazioni di copertura, con la naturalezza di un narrare non-narrativo la Courvoisier si produce nel non-racconto-narrando e tocca col battito dei ciack i momenti “giornalieri” eppure eternali di un riparo (artigianale) dagli Eventi, il riparo che fa nascere un nuovo Totone (Clément Faveau), cineragazzo diciottenne protagonista, capace di essere suo-malgrado, di divenire digerendo l’orgoglio e resistendo al contrasto violento dell’incidente e dello scontro, del parto animale (il vitellino da estrarre tirando con forza), della sorprendente impotenza del godimento nell’attrazione nuova/intensa verso un amore che – Santocielo! – vien naturale come tutto il resto. Essenziale e magistrale – senza darlo a vedere – l’apporto sensuale di Marie-Lise (Maiwene Barthelemy, bravissima), ragazza semplice, che dice “leccami” e accoglie Totone nel futuro previsto, mostrandogli, a chiudere, il seno in un gesto-lampo che non è una sorpresa. “Racconto di formazione”, “Coming of age”, dice l’automa classificatore, ma – Santocielo! – non lasciate stare.
Franco Pecori
26 Giugno 2025