La complessità del senso
09 05 2026

Tutto in un’estate!

Vingt Dieux
Regia Louise Courvoisier 2024
Sceneggiatura Louise Courvoisier, Théo Abadie
Fotografia Elio Balezeaux
Attori Clément Faveau, Luna Garret, Maiwene Barthelemy, Dimitry Baudry
Premi César 2024; Un Certain Regard: Opera Prima, Premio Giovani, Miglior esordio alla regia, Migliore rivelazione femminile (Maïwène Barthélemy).

Capita raramente che la testata di una rassegna, festival, manifestazione, abbia un senso corrispondente ai contenuti/forme di cui si nutrono i materiali proposti. Un certain régard, Un certo sguardo, un cinema da individuare rispetto ai generi e alle “novità”. Nonostante il titolo italiano del lavoro d’esordio di Louise Courvoisier (Ginevra,1994), qui non si tratta di un’estate, qui – Santocielo! Vingt Dieux, Bon Dieu– si entra nella vita, nella ruvida vita, nell’amore e nella pratica faticosa della sopravvivenza. Qui (gli attori non sono professionisti) si è ragazzi di campagna, poche parole, una motoretta e un formaggio da portare al concorso a premi, dopo aver imparato a farlo – sembrerà di diventare ricchi in un colpo solo! Qui nella campagna il tempo si consuma impietosamente, la pratica sembra un formaggio da fare. E da soli, da ragazzetti rimasti senza padre, con una sorellina (Luna Garret) da portare ancora a scuola, la mucca, il suo latte, il caglio, il caldaio caldo e pesante fanno crescere la vita in fretta. Senza “Poesia”, senza aggettivazioni di copertura, con la naturalezza di un narrare non-narrativo la Courvoisier si produce nel non-racconto-narrando e tocca col battito dei ciack i momenti “giornalieri” eppure eternali di un riparo (artigianale) dagli Eventi, il riparo che fa nascere un nuovo Totone (Clément Faveau), cineragazzo diciottenne protagonista, capace di essere suo-malgrado, di divenire digerendo l’orgoglio e resistendo al contrasto violento dell’incidente e dello scontro, del parto animale (il vitellino da estrarre tirando con forza), della sorprendente impotenza del godimento nell’attrazione nuova/intensa verso un amore che – Santocielo! – vien naturale come tutto il resto. Essenziale e magistrale – senza darlo a vedere – l’apporto sensuale di Marie-Lise (Maiwene Barthelemy, bravissima), ragazza semplice, che dice “leccami” e accoglie Totone nel futuro previsto, mostrandogli, a chiudere, il seno in un gesto-lampo che non è una sorpresa. “Racconto di formazione”, “Coming of age”, dice l’automa classificatore, ma – Santocielo! – non lasciate stare. 

Franco Pecori

26 Giugno 2025