La complessità del senso
18 12 2017

Al posto tuo

vert APTAl posto tuo
Regia Max Croci, 2016
Sceneggiatura Umberto Marino, Massimo di Nicola
Fotografia Patrizio Patrizi
Attori Luca Argentero, Stefano Fresi, Ambra Angiolini, Grazia Schiavo, Carolina Poccioni, Marco Todisco, Giulietta Rebeggiani, Guartiero Burzi, Pia Lanciotti, Giulia Greco, Nicola Stravalaci, Roberta Mengozzi, Angela Melillo, Riccardo Mandolini, Fioretta Mari, Serena Rossi.

Certi “esperimenti” aziendali è meglio che risultino simpatici al pubblico, non si sa mai. L’invito alla simpatia viene da Max Croci (Poli opposti 2015), regista prevalentemente televisivo e documentarista, il quale sceglie un grado di commedia sofisticato all’americana che tende a trasferire in pratica un livello progettuale abbastanza rigido in cui, similmente al gioco dei ruoli in uso da un po’ di tempo in ambienti lontani e ora anche in Italia, attraverso lo “scambio di vite” si proiettano le qualità di due personalità diverse in situazioni diverse, al fine di trarne le rispettive positività scartandone le caratteristiche negative. Il contesto, nel caso del film, è un’azienda dove si progettano sanitari e altre ceramiche e dove, per ragioni di crisi, si rende necessario dare una svolta alle responsabilità creative. L’azienda è il risultato della fusione di due imprese del medesimo tipo, i cui due responsabili si trovano ora a essere in eccesso, l’uno dei due dovrà lasciare. A decidere sarà – questa l’idea della nuova gestione impersonata dalla tedesca Signora Welter (Pia Lanciotti) – un periodo di prova in cui l’architetto Luca Molteni (Luca Argentero) e il geometra Rocco Fontana (Stefano Fresi) prenderanno letteralmente l’uno il posto dell’altro, in tutto e per tutto, nelle rispettive vite private. Sembra una decisione un po’ sadica, ma tant’è, il paradosso dovrà dare i suoi frutti e allo spettatore risulterà simpatico: non si sa mai, magari una situazione così potrebbe capitare nella vita reale. L’esperimento farà emergere difficoltà e avrà anche i suoi lati positivi per ciascuno dei due protagonisti, alle prese con due famiglie nuove in cui si troveranno a essere mariti e padri un po’ spaesati. Luca e Rocco sono due tipi molto diversi e devono entrare in ruoli opposti alle loro caratteristiche. C’è il rischio di dover affrontare crisi familiari di cui non si sentiva il bisogno. Inutile entrare qui nei dettagli di una sceneggiatura alquanto macchinosa e un po’ troppo prevedibile. Qualche attimo di suspence lo propone la figura di Claudia (Ambra Angiolini), la moglie di Rocco, per via del supposto fascino di Luca e della preoccupazione di Rocco per un’eventuale tentazione di sua moglie, ma il target del film prevede una “pulizia” pressoché assoluta, a costo di attenuare qualsiasi possibilità di divertimento spigoloso. Le buone famiglie resistono all’usura dei tempi.

Franco Pecori

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29 settembre 2016