La complessità del senso
25 01 2026

Here

Here
Regia Robert Zemeckis 2024
Sceneggiatura Eric Roth, Robert Zemeckis
Attori Tom Hanks, Robin Wright, Paul Bettany, Kelly Reilly, Michelle Dockery, Gwilym Lee, Ophelia Lovibond.

Gamberi, gamberi… Trent’anni non sono niente. Distendiamoci a goderci il flusso del tempo che gioca con lo spazio, imprigionandosi e liberandosi sul filo di una storia a quadri. Dal famoso fumetto degli anni ’80 (Here, la graphic novel di Richard McGuire, il “Joyce del fumetto”) il regista di Forrest Gump (1994) e The Walk (2015) traccia e riorganizza in cinema il racconto di una famiglia americana. Zemeckis ci suggerisce fin dall’inizio di seguire il progetto, disegnandone graficamente i contorni ad incastro. La cinepresa è fissa sull’unità di luogo che ospiterà i personaggi, mentre, grazie alla scelta dello stile, mondo e tempo si muovono in un flusso narrativo senza intoppi. Preistoria con mostruosità naturali e animali, fuoco, ghiacci, verdi fioriture, il cerbiatto e il cacciatore, le prime case, il primo quartiere, i primi abbozzi di architettura. Ed ecco la stanza, l’unica, del film. Richard (Hanks) e Margaret (Wright) – chi si rivede! – ne prendono possesso, succedendo ai genitori, Al (Bettany) e Rose (Reilly). Dalla panchina del ’94 alla stanza/frattale, Here. Una sedia, due sedie e il tempo va indietro. Le due sedie  saranno nel finale, vuota di nuovo la stanza, ad accogliere la coppia ormai vissuta. Una vita intera, vite nel mondo che cambia. La Poltrona Relax, l’aspirapolvere, la CBS con i giapponesi a Pearl Harbor. Richard trova un lavoro da assicuratore! Quanto di più lontano dalle sue tendenze artistiche. Nasce Vanessa ed ecco la “radio con le immagini”, la televisione, il mutuo per la casa, le tasse, l’aerobica, l’ictus, la depressione economica, il coprifuoco, il letto a castello, l’università per la ragazza. E il compleanno di Margaret – sono 50! -, lo psicologo, anzi no: il Life Coach, per ridefinire la coppia, la vita matrimoniale in crisi: la stessa barca o le due barche? Margaret se ne va, Richard dipinge quadri. Resta col padre malato. La narrazione è sempre stilizzata nel sincretismo grafico. I costumi e la Storia. Si moltiplicano cornici geometriche, si scandisce il tempo e si riarticola la memoria. La grafia scenica autorizza il cinema a riflettere sul valore dell’ “eterna” panchina dove Forrest sognò. Il volto di Richard (miracolo dell’Intelligenza Artificiale) si ricongiunge via via alle sembianze attuali dell’attore. E le due sedie nella stanza vuota accolgono la coppia ricongiunta. Storia e poesia, difficoltà massima, traguardo raggiunto.

Franco Pecori 

9 Gennaio 2025