La complessità del senso
16 11 2018

Roma, Senza Frontiere Film Festival – Without Borders

L’acqua, l’apartheid nel paese dei mondiali, Haiti e il terremoto

(7-9 luglio, Casa del Cinema)


Anche quest’anno (terza edizione del Festival) saranno proposte opere selezionate da cinematografie di ogni parte del mondo con l’obiettivo di mostrare quanto abbiano in comune gli esseri umani, al di là delle separazioni create dalla paura, dal pregiudizio, dall’ignoranza.

Il festival si inaugura Mercoledì 7 luglio con ACQUA, selezione di cortometraggi sul tema dell’acqua realizzati da studenti delle scuole pubbliche elementari di Roma e con HAITI SHORTS realizzato dagli studenti dell’Istituto di cinema di Haiti dopo il terremoto: i giovanissimi cineasti raccontano con la loro voce e con i loro occhi la devastazione del terremoto.

A seguire, il curioso RABBIT A LA BERLIN di Barter Konopka e Piotr Rosolowski. Candidato tedesco agli Oscar 2010 come miglior documentario. La storia dei conigli selvatici che vivevano nella zona morta tra la Germania Est e Ovest fino alla caduta del muro di Berlino, è la metafora tra due forze opposte: libertà e sicurezza.

Conclude la prima giornata l’israeliano JAFFA di Keren Yedava, tragica storia di un amore tra una ragazza ebrea ed un meccanico arabo e alle 21,30 nel teatro all’aperto THE NECESSITIES OF LIFE di Benoit Pilon, in cui un cacciatore esquimese malato di tubercolosi e lontano da casa esce da una situazione critica trovando un amico.

Giovedì 8 luglio sarà la volta di WHICH WAY HOME di Rebecca Cammisa, candidato agli Oscar 2010 come Miglior Documentario, avventura pericolosa e piena di speranza di un gruppo di ragazzini che vogliono superare la frontiera tra Messico e Stati Uniti. Con WORLDS APART di Niels Arden si affronta ancora una storia in cui amore e credenze religiose si scontrano con risultati drammatici. La regista Irena Salina sarà ospite del festival per introdurre FLOW, inchiesta sulla privatizzazione delle fonti di acqua nel mondo già presentato al Sundance Film Festival 2008, mentre Anthony Fabian con il suo SKIN parlerà di razzismo e apartheid in Sudafrica.

Venerdì 9 luglio il programma prevede la proiezione di PLAY ME, I’M YOURS di Chiara Frisone e Azim Moollan. Nato da un’idea dell’artista inglese Luke Jerram che per fare interagire le persone tra di loro ha fatto installare a Londra trenta pianoforti: attraverso la musica gli esseri più disparati hanno cominciato  ad entrare in comunicazione tra loro. Il progetto ha viaggiato nelle più grandi città del mondo e in questi giorni e’ a New York.

BURNING IN THE SUN di Cambria Matlow e Morgan Robinson racconta la sfida di un ragazzo del Mali per portare la luce nei villaggi del suo paese, mentre con PLURAL +, il programma internazionale creato dall’Alliance of Civilizations delle Nazioni Unite, giovani cineasti di tutto il mondo hanno lavorato sui temi dell’integrazione, dell’identità, della diversità e dei diritti umani.

Jennifer Redfearn presenterà inoltre il documentario SUN COME UP, realizzato con Tim Metzger, che racconta come una piccola isola della Nuova Guinea stia per essere sommersa dall’Oceano Pacifico  e i suoi abitanti siano costretti a cercare rifugio in un’altra isola piu’ grande mentre la loro cultura scomparirà portata via dall’acqua. Helene Klowdaski con il suo NO MORE TEARS SISTER ci mostra il coraggio di una giovane srilanchese, che paga il prezzo più alto per aiutare la sua gente, mentre AMREEKA di Charien Dabis è sulla difficoltà e la speranza di una famiglia palestinese che si auto-esilia negli Stati Uniti.

L’ultimo giorno del festival sarà anche il momento per vedere uno dei capolavori della cinematografia, VIAGGIO IN ITALIA di Roberto Rossellini, a cui è dedicato l’omaggio di quest’anno.

Tra le iniziative collaterali Mercoledì 7 il concerto di inaugurazione “MALAWI WOYEE” della Alleluya Band, quello di chiusura degli Nihilistic Sex Machines con Johnny B Azari & Darius Greyson e la mostra fotografica ACQUA (nella Galleria dell Casa del Cinema) coordinata dall’artista Joy Episalla e realizzata dagli studenti della scuola pubblica Nathan Strauss Prep School di New York a cui è stato chiesto di fare un saggio fotografico sul tema del’acqua.


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30 giugno 2010