La complessità del senso
16 11 2018

Emergenza lavoratori spettacolo

 

DICHIARAZIONE DI EMILIO MICELI

SEGRETARIO GENERALE SLC/CGIL

SUI TAGLI AL FONDO UNICO DELLO SPETTACOLO

Il Consiglio dei Ministri, rifiutando di adottare il decreto di parziale reintegro dei tagli operati al Fondo Unico dello Spettacolo ha perpetrato la scelta politica di messa in liquidazione della produzione culturale e dello spettacolo in Italia.

Il Ministro Bondi che da mesi ha promesso il reintegro del FUS, rassicurando le parti sociali e gli operatori del settore, dovrebbe trarne le debite conseguenze dimettendosi. Registriamo positivamente, anche se un po’ tardive, le posizioni di contrapposizione netta al non reintegro delle risorse assunte dalle associazioni datoriali e professionali. Siamo in piena emergenza: il colpo inferto all’occupazione nel settore ed alla stessa esistenza di enti e fondazioni è pesante e rischia di essere irreversibile. Prendiamo atto che, mentre nel paese si tenta di attutire i colpi all’occupazione attraverso l’approvazione di un decreto per sostenerla, si decide di infliggere un colpo durissimo all’occupazione nel campo della produzione culturale. Facciamo dunque appello alle organizzazioni datoriali e professionali per rilanciare con grande forza iniziative che abbiano come obiettivo il reintegro delle risorse tagliate del Fus.

 

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Tozzi, boicottare i festival

Riguardo ai tagli al Fus, all’intervento di Sorrentino si associa il presidente dei produttori Anica

 

Alle parole forti del regista Paolo Sorrentino sul quotidiano ‘La Repubblica’ si associa Riccardo Tozzi, presidente dei produttori all’interno Anica. “Dobbiamo dare una risposta forte – ha dichiarato Tozzi a e-duesse”. “A gennaio il governo ha promesso il provvedimento di reintegro del Fus  e noi abbiamo dato piena fiducia senza organizzare alcuna protesta. Poi, alla presentazione dei premi del David di Donatello, il ministro Sandro Bondi ufficialmente dichiarò che ci sarebbe stato sicuramente questo reintegro alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che lo confermò, e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano manifestò la sua soddisfazione rispetto al provvedimento. La successiva bocciatura del reintegro in sede del consiglio dei ministri è per noi un episodio scioccante che ci toglie totalmente la credibilità degli interlocutori lasciandoci soli”.

Per il presidente dei produttori le conseguenze per il settore possono essere pesanti: “È ovvio che tutto il mondo del cinema non può fare finta che non sia avvenuto nulla. La cifra del Fus è una cifra limitata che serve a fare partire 15 o 20 film: si tratta di film complessi e non immediatamente finanziabili sul mercato, come lo sono stati  ‘Gomorra’ e ‘Il divo’. Non stiamo parlando di film che non si vedranno mai nelle sale, di quei film degli anni ’80 e ’90 che ancora alcuni membri del governo hanno in testa, non essendo aggiornati su ciò che è avvenuto negli ultimi anni. Questo provvedimento ci spetta ed è stato riconosciuto e promesso dai membri del governo delegati davanti al presidente della Repubblica. Una risposta concreta ci sarà. L’orientamento generale del mondo del cinema è quello di boicottare le manifestazioni nazionali e internazionali, che non potranno non risentire di questa protesta.  Alla conferenza stampa della Mostra del cinema di Venezia, che non sarà facile tenere, sarà presente non una rappresentanza di Cento Autori, ma tutti gli autori”.

 

 

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10 luglio 2009