La complessità del senso
16 11 2018

Avi Mograbi, Masterclass a Milano Film Festival

Per accompagnare la retrospettiva dedicata al suo cinema, Avi Mograbi terrà durante il Milano Film Festival  (11-20 settembre 2009) una masterclass sul suo modo di lavorare. Attraverso otto scene della sua opera, scelte personalmente dal regista, Mograbi affronterà i suoi dubbi di cineasta e di filmmaker in un incontro dedicato a chiunque voglia scoprire il suo cinema. Un laboratorio per scoprire un modo di fare documentario attualmente tra i più originali. La masterclass, aperta a tutti su prenotazione, avrà una durata di 3 ore e si svolgerà domenica 13 settembre alle 15 al Teatro Studio. Il costo di iscrizione è di 10 euro. Prenotazioni a info@milanofilmfestival.it

 

AVI MOGRABI, I dettagli dei tempi – retrospettiva
a cura di Alessandro Beretta

Il cinema documentario è il cinema del nostro tempo. In un mercato delle immagini sempre più invasivo e di informazioni sempre più sature, trovare la pausa, il dettaglio che apra un altro discorso e che faccia riflettere senza imporre una tesi, diventa sempre più raro. È così che il cinema del regista israeliano Avi Mograbi permette di pensare al nostro presente. Mograbi usa il cinema in prima persona, da protagonista ironico delle proprie opere, ed è un filmmaker che non esita a mettersi in campo per affrontare la realtà del conflitto israelo-palestinese e dell’identità politica di Israele. Dal suo esordio con How I learned to overcome my fear and love Arik Sharon (1997), riflessione sull’ambiguità di un leader, a Happy Birthday Mr. Mograbi (1999), sui propri 50 anni che hanno coinciso con quelli dello stato israeliano, a August – A Moment Before Eruption (2002), dedicato alla quiete apparente di un mese assolato a Tel Aviv. Tutti film dove Mograbi commenta in diretta il tema della sua opera, giocando con lo spettatore e con il dispositivo cinema, e in cui una risata o un dubbio permettono di risvegliare temi centrali che vanno dalla violenza nella storia a quella ancestrale. Come in Per uno solo dei miei occhi (2005), girato durante la seconda Intifada, dove il conflitto nei territori occupati viene riaperto concettualmente dagli antichi miti biblici di Sansone e Massada che insegnarono agli ebrei a morire per la patria. Come nel recente capolavoro Z32 (2008), dedicato a una spedizione punitiva dell’esercito israeliano, in cui i rei confessi di un crimine sono mascherati digitalmente. Un utilizzo della tecnica, su un dettaglio fondamentale come il volto degli assassini, che diventa strumento per riflettere sulla verità. I film di Mograbi sono stati selezionati ai Festival di Cannes, Berlino e Venezia, ma nonostante l’apprezzamento internazionale della critica la sua produzione è poco nota in Italia, dov’è stato distribuito solamente un titolo: Per uno solo dei miei occhi (2005). La retrospettiva, che comprende lungometraggi e cortometraggi, è la prima completa del genere e il regista arriverà al Milano Film Festival dopo aver già vinto con il cortometraggio Detail il premio Aprile alla nona edizione del Festival, nel 2004. Oltre alle proiezioni, la rassegna vedrà allestiti i cortometraggi di Mograbi in alcune videoinstallazioni, secondo l’idea originaria del regista che li ha esposti in questo modo in diverse occasioni. Mograbi stesso, infine, racconterà il suo cinema in una masterclass al Milano Film Festival.

Avi Mograbi, nato nel 1956 in Israele, filmmaker e video-artista, figlio del gestore del più grande cinema di Tel Aviv, si nutre di cinema fin dall’infanzia, ma lo riscopre solo dopo gli studi in arte e filosofia. Da allora, Mograbi continua a vivere a Tel Aviv e a raccontare il conflitto israeliano-palestinese con un occhio critico che punta alla pace senza dimenticare l’ambiguità dello scontro.

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5 giugno 2009