La complessità del senso
20 11 2018

Viva Grifi

Insieme a Massimo Sarchielli, realizzò Anna 
il primo film in Italia registrato in video (1972)

In Focus: Alberto Grifi Director Alberto Grifi 1992 Quelle: Associazione Culturale Alberto Grifi/Cineteca Nazionale
Alberto Grifi – Roma, 29 maggio 1938 – 22 aprile 2007

Regista, pittore, attore, cameraman, fonico, Grifi inventò
anche il vidigrafo, per la trascrizione da video a pellicola,
e un metodo per riversare in digitale nastri analogici.

EVENTO SPECIALE
a 10 anni dalla scomparsa

Centro Aggregativo Apollo 11
via Bixio 80/a – Roma
2-4 maggio 2017

Rassegna di tre giorni
dedicata al cineasta più rappresentativo
del cinema underground e militante italiano

Le proiezioni saranno accompagnate da interventi di :
Roberto Silvestri, Annamaria Licciardello, Adriano Aprà,
Stefania Rossi, Alessandra Vanzi, Roberto Perpignani e altri.

 

Verifica incerta (1964, 30’)
Un massacro cinematografico di film hollywoodiani famosi rimontati pensando al Dada. Presentato per la prima volta a Parigi suscitò l’entusiasmo di Marcel Duchamp, Man Ray, Max Ernst. E l’ostentato disprezzo di molti famosi critici cinematografici italiani. JohnCage, entusiasta della colonna sonora, lo presentò al New York Museum of Modern Art.

L’occhio è per così dire l’evoluzione biologica di una lagrima / Autoritratto Auschwitz (1965/68-2007, 35’) La voce over legge una denuncia in cui si descrivono i maltrattamenti subiti da un giovane trasferito dal carcere di S. Vittore di Milano al carcere di Mamone in Sardegna. Le immagini, tra le quali scarti di Il deserto rosso in cui Monica Vitti cerca di piangere, sono state trovate nei cestini di qualche moviola e montate con un film girato nel campo di concentramento di Auschwitz.

In viaggio verso Alberto Grifi (17’, 2013) di canecapovolto. Un’intervista di Canecapovolto ad Alberto Grifi con Roberto Silvestri.

Il grande freddo (1971, 20’) Un film sulla pittura e la sua negazione. Giordano alle prese con la Bella Addormentata. È una sfida. Riuscirà l’arte, libera dai musei e dalle accademie, a restituire alla bambina stuprata e abbandonata sulla neve il desiderio di vivere? Giordano, Principe Azzurro carico di schiacciafarfalle e giochi ottici rotanti, arranca affondando nella neve e…ma la creatività rivoluzionaria non è quella che fa cantare l’uccello in gabbia: è quella per la quale l’uccello prigioniero la gabbia la rompe!

Lia (1977, 26’) L’intervento di una studentessa al “controconvegno” alla Fabbrica della Comunicazione di Brera, opposto al convegno di antipsichiatria di A. Vermiglione.

Alberto Grifi (29’, 2006) di Insu^tv “Quale era la promessa rivoluzionaria? Era quella di cambiare la vita. E’ inutile cercare di inscenare al cinema com’è bella la vita… la vita è brutta; bisogna invece lottare per cambiarla e filmare mentre questo accade, filmare mentre questa vita diviene più bella, socialmente più attiva e significativa …”. Ciao Alberto le tue parole restano vive.

Anna (1972-75) 11 ore di filmato, poi ridotte a 3 ore e 45 minuti, in cui viene ripresa una sedicenne hippy incinta e drogata che gira randagia per Piazza Navona. Il video, trasferito su pellicola mediante un apparecchio costruito dallo stesso Grifi, è stato presentato poi al Festival di Berlino e alla Biennale di Venezia nel ’75; a Cannes nel ’76.
cinema_anna

Michele alla ricerca della felicità (1978, 23’) Film prima commissionato e poi censurato da Raidue, dove Michele, detenuto politico assiste alle violenze e all’accanimento delle guardie su un tossicomane.

Dinni e la normalina (1978, 27’) Racconto fantapolitico dove lo stato rende i cittadini dei lavoratori modello attraverso una droga, la normalina, ma con esiti inaspettati..

Ma chi è questo Grifi (28’, 1998) di Cristina Mazza e Giordana Meyer Intervista fiume di Alberto Grifi nella quale racconta le sue origini e le sue prime esperienze che attraversano la storia italiana contemporanea e gli avvenimenti più importanti della nostra società: l’infanzia durante il fascismo, la fortuna di appartenere a una famiglia di artigiani del cinema dalla quale eredita la passione e la creatività, la scoperta dell’importanza del lavoro cinematografico autonomo e lontano dall’industria del cinema, gli anni ’70 e della contestazione giovanile affiancati dell’estrema sperimentazione di nuovi linguaggi, la militanza politica, la continua lotta straordinaria ma necessaria per conservare il proprio territorio di libertà.

 

 

 

 

 

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25 aprile 2017