La complessità del senso
20 11 2018

Trieste Film Festival

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The Wednesday Child esordio dell’ungherese Lili Horváth è il film vincitore (nella foto) del Concorso lungometraggi.
In sintonia con una selezione mai così attenta alle opere prime, il pubblico ha scelto di assegnare il Premio Trieste (euro 5.000) all’esordiente Horváth. E’ lastoria di una giovane madre che nella periferia di Budapest lotta disperatamente per ottenere la custodia del figlio.
[Aggiornato il 30 gennaio 2016]

Il festival, diretto da Annamaria Percavassi e Fabrizio Grosoli, primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro-orientale, continua ad essere da quasi trent’anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano e più in generale a quello “occidentale”.

Ospite d’onore di questa edizione, Irène Jacob: l’attrice accompagnerà – nell’ambito del focus “La doppia vita del cinema polacco” – l’omaggio a Krzysztof Kie?lowski. Per l’occasione saranno mostrati i dieci capitoli del Decalogo e i due film che Irène Jacob girò con Kie?lowski: La doppia vita di Veronica, che valse all’attrice il premio per la migliore interpretazione al Festival di Cannes, e Tre colori – Film Rosso, candidato nel 1995 a tre premi Oscar (per migliore regia, sceneggiatura e fotografia).

L’omaggio sarà inoltre l’occasione per ricordare una volta di più, attraverso una delle sue passioni cinematografiche, Annamaria Percavassi, fondatrice, anima e direttrice artistica del festival, scomparsa recentemente.

Aprirà il festival, venerdì 22 gennaio, l’anteprima fuori concorso di Sole alto, di Dalibor Matani?, una delle rivelazioni dell’ultimo Festival di Cannes (Prix du Jury nella sezione “Un Certain Regard”), candidato al Lux Prize e scelto dalla Croazia per la corsa all’Oscar per il miglior film straniero. In uscita nelle sale italiane a marzo, distribuito da Tucker Film, il film è uno straordinario inno alla vita che racconta l’amore fra un giovane croato e una giovane serba.
La proiezione sarà seguita dal concerto “22nd day of the year – A/V concert”, esibizione live dei Sinkauz Brothers, autori della colonna sonora del film.

La chiusura del festival sarà affidata a un grande del cinema europeo, Otar Iosseliani, e all’anteprima italiana, fuori concorso, del suo Chant d’hiver: una commedia in cui il maestro georgiano ha voluto inserire «tutte quelle sciocchezze che m’incantano: l’ottimismo dei ricchi che sprecano la loro vita in così tanti inganni, pur di mantenere un patetico patrimonio… e il sogno di diventare ricchi dei poveri, che se avranno la sfortuna di riuscirci saranno condannati alla stessa infelicità di coloro che adesso invidiano». Nel cast spiccano spiccano – accanto a Rufus e Mathieu Amalric – anche il regista Tony Gatlif e il nostro Enrico Ghezzi.

Nucleo centrale del programma si confermano i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari.

Decreta i vincitori, ancora una volta, il pubblico del festival.

Qui il programma dettagliato del 27° Trieste Film Festival

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20 gennaio 2016