La complessità del senso
15 11 2018

Arcipelago, Ultimo spettacolo


Alla Casa del Cinema e alla Multisala Intrastevere di Roma, la 2.0a e ultima edizione di Arcipelago – Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini.

Dedicato a Corso Salani, il festival ospita quest’anno la Polonia di Polanski, Zanussi (ospite del Festival), Kieslowski, Skolimowski, Wajda, Rybczynski e dei loro giovani eredi. L'”animatore resistente” e neo-David di Donatello Simone Massi è invece il protagonista della personale Outsiders, mentre Un minuto al termine è il titolo delle 11 “cartoline d’auguri” inviate al Festival da Mario Amura, Gianluca Arcopinto, Pappi Corsicato, Chiara Malta, Davide Marengo, Paola Randi, Bruno & Fabrizio Urso, Edoardo Winspeare. Tra gli altri protagonisti del Festival, John Hurt, Milo Manara, Danis Tanovic, Tom Waits, Terry Gilliam ed Erri De Luca.

 

Il cruciale anniversario del ventennale coincide con la conclusione di una lunga esperienza che, dal 1992 a oggi, ha visto la manifestazione romana dedicata ai nuovi formati e alle nuove tendenze del cinema indipendente affermarsi rapidamente fino a diventare la più seguita e celebrata sul piano nazionale. «Dopo vent’anni trascorsi alla ricerca instancabile di giovani talenti, italiani e non, dando un serio contributo al rinnovamento delle leve del nostro cinema e all’indagine sui nuovi linguaggi destinati a trasformare il racconto cinematografico – dice il direttore artistico Stefano Martina -, sono ormai venute a mancare del tutto (se mai ci sono state davvero in misura accettabile) le condizioni per continuare il nostro lavoro. All’incertezza cronica delle fonti pubbliche di sostegno economico, aggravata ormai oltre ogni limite da una crisi finanziaria devastante che vede la Cultura – come sempre in Italia – in cima all’elenco delle vittime, si sono sommati da alcuni anni ritardi decisionali sempre più prolungati e critici, che riteniamo ormai assolutamente insostenibili». Ma la fine forzata di questo importante ciclo ventennale non comporterà necessariamente la scomparsa della rassegna capitolina, che pensa piuttosto a reinventarsi ben oltre la formula – peraltro ormai sempre più inadeguata e logora – del Festival annuale. «Arcipelago – continua infatti il direttore – ne approfitterà per ripartire con rinnovata convinzione dalla sua filosofia originaria di concept festival, capace di trasformarsi in sintonia con gli scenari che esplora. In un certo senso, Arcipelagp si darà alla macchia, entrerà ‘in clandestinità’. Muterà cioè in un evento liquido e diffuso (temporalmente e geograficamente), preferendo alle tradizionali ‘battaglie campali’ le più agili e meno costose forme della guerriglia: rapide incursioni e agguati digitali, imboscate tematiche e delocalizzazioni repentine, in luoghi, momenti dell’anno e forme di volta in volta diversi, tra online e offline. Insomma, sarà una sorta di evento plurale e fluido che – come un software – avrà aggiornamenti periodici e nuove versioni vere e proprie, piuttosto che un unico appuntamento annuale concentrato in uno stesso luogo e in un preciso momento, con tutto quello che ne consegue in termini di ‘pesantezza’ economica e organizzativa. Sarà un neo-festival, calvinianamente leggero e programmaticamente mobile. Irregolare e anomalo com’è sempre stato. Ancora una volta, come vent’anni fa, un next-generation festival».

 

A segnare questo nuovo inizio, oltre che per festeggiare insieme il ventennale, Arcipelago ha chiamato un gruppo di cineasti tra i più vicini al Festival, chiedendo loro di realizzare un micro-corto (un filmòide) di un minuto e dintorni, nella più totale libertà tematica ed espressiva. Con un unico vincolo: non essere un corto “celebrativo”. In poco più di un mese è nata Un minuto al termine, una sorprendente e variegata collezione di 11 cortometraggi inediti (e altri se ne aggiungeranno in seguito): una vera e propria antologia di generi, linguaggi e umori narrativi firmata da Mario Amura, Gianluca Arcopinto, Pappi Corsicato, Chiara Malta, Davide Marengo, Paola Randi, Bruno & Fabrizio Urso, Edoardo Winspeare. E anche dal neo-David di Donatello Simone Massi, il cui poetico pettirosso animato si alzerà in volo all’inizio di ogni proiezione del Festival. In anteprima su Repubblica.it dallo scorso 8 Giugno, gli undici filmòidi verranno proiettati alla Multisala Intrastevere, per poi diffondere il duplice messaggio di solidarietà con Arcipelago e di sostegno al suo nuovo corso attraverso una diffusione virale su Web e canali tv, oltre che nel circuito delle rassegne cinematografiche – non ultima la kermesse estiva Cineporto, che tra Luglio e Agosto celebrerà il suo venticinquennale “gemellandosi” con Arcipelago e dedicandogli tre giorni di programmazione.
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I vincitori

Ad Arcipelago vincono gli irriducibili visionari e sognatori, come il protagonista del norvegese Tuba Atlantic di Hallvar Witzø, Miglior Cortometraggio del Concorso Internazionale The Short Planet, ma anche come Corso Salani, a cui, a due anni dalla morte, è stata dedicata quest’ultima edizione del Festival, come Simone Massi a cui Arcipelago ha dedicato una personale completa, o come gli organizzatori stessi del Festival, che hanno ricevuto il caloroso e straordinario sostegno di tanto cinema italiano per scongiurarne la chiusura.

 

È l’italo-estone Ainult Meie Kolm (Just The Three Of Us) di Giampietro Balia il miglior Cortometraggio italiano vincitore di questa 20ma edizione di ARCIPELAGO appena conclusasi a Roma: due fratelli alle prese con due madri in un rapporto familiare non facile. Sempre in ConCorto si aggiudica il Premio Speciale della Giuria Cesare di Karen Di Porto, in cui un padre separato si trasforma in centurione per sbarcare il lunario. Un difficile rapporto padre e figlio è anche al centro del corto premiato con una menzione speciale: L’intruso di Filippo Meneghetti il cui giovane montatore Davide Vizzini si aggiudica anche il Premio “Primavera del Montaggio – Enzo Meniconi”.

 

Per la internazionale The Short Planet, il Premio Speciale della Giuria va allo Svedese Killing The Chickens to Scare the Monkeys di Jens Assur, mentre il Miglior Cortometraggio Digitale è l’americano The Fantastic Flying Bookks of Mr. Morris Lessmore di William Joyce/Brandon Oldenburg (Usa), già vincitore del Premio Oscar come Miglior Corto d’animazione 2012, una suggestiva lettera d’amore ai libri e alla lettura.  Una Menzione Speciale della Giuria va a Prtljag (Baggage) del premio oscar  Danis Tanovi? e all’attrice Eloina Duvoisin per il brasiliano A fabrica di Alisson Muritiba.

 

The Well – Voci d’acqua dall’Etiopia di Paolo Barberi e Riccardo Russo è il Miglior Documentario 2012 premiato nella sezione Extralarge. Premio Speciale della Giuria va a Hit The Road, Nonna di Duccio Chiarini. La Menzione Speciale della Giuria va a Zavorra di Vincenzo Mineo. Il documentario premiato dal Pubblico di OnTheDocks è Giusva di Francesco Patierno, mentre il Premio Speciale Babel va al francese La France qui se lève tôt di Hugo Chesnard, sull’ espulsione degli immigrati “sans papiers”.



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25 giugno 2012