La complessità del senso
17 11 2018

CSC, quale rilancio?



SINDACATO CRITICI,  TAGLI AL CENTRO SPERIMENTALE SENZA RILANCIO DELLA CULTURA. RICHIESTA DI INCONTRO URGENTE

 

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (Sncci) pur condividendo la necessità di rivedere, ove necessario anche drasticamente, i criteri di gestione del CSC, certamente criticabili (sistema delle nomine ai vertici dell’organismo, squilibrio tra costi fissi e costi per le attività istituzionali), contesta i modi unicamente verticistici e troppo frettolosi, dell’intervento. Le decisioni governative, in una preoccupante linea di continuità tra le scelte politiche del precedente governo, continuano a cadere dall’alto, soprattutto quando si tratta di questioni culturali,  senza un minimo confronto preliminare con le diverse categorie cinematografiche più direttamente interessate, che potrebbero portare un contributo costruttivo e qualificante.

 

Quanto al merito del provvedimento, ancora una volta, anziché puntare a una politica di rilancio delle istituzioni pubbliche operanti nel campo della cultura, si continua a pensare solo ai tagli dei costi pur necessari, trascurando però l’obiettivo di accrescere e migliorare le attività propriamente culturali e la loro fondamentale incidenza sociale.

 

Nel momento in cui si decide di mettere mano a una trasformazione del CSC, non si fa minimo cenno ai criteri indispensabili ad assicurare l’eccellenza dell’insegnamento e l’adeguamento degli strumenti didattici, e anzi restano del tutto ignoti i criteri di scelta delle persone che saranno chiamate a gestire il nuovo organismo, e che dovrebbero garantire, diversamente da quanto è accaduto in passato, assieme a una comprovata qualificazione culturale, autonomia, esperienza, professionalità.

 

Si conferma così la mancanza di una visione globale e unitaria della politica cinematografica, intesa anche come momento essenziale della più generale politica culturale del paese. E’ invece solo in quest’ottica lungimirante che si possono affrontare i problemi irrisolte delle istituzioni pubbliche, tra cui certamente il CSC, per la sua storia e per la rilevanza dei suoi compiti, merita una particolare attenzione.

 

Per tutti questi motivi il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (Sncci) chiede al Ministero per i Beni e le Attività Culturali un incontro urgente per discutere costruttivamente i problemi sul tappeto, nella convinzione che sia senz’altro possibile individuare ed assumere posizioni più valide e, insieme, condivise.
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12 luglio 2012