La complessità del senso
20 11 2018

Roma, Cinema senza frontiere

 

Il sogno di Kwame Nkrumah

gli Stati Uniti d’Africa

rivive attraverso la figlia Samia

 

al Festival Senza Frontiere

i primi minuti del documentario

Forward Ever, Backward Never!

di Barbara Melega

prodotto dalla Fiction di Bernardo Bertolucci e Clare Peploe

 

Casa del Cinema 

Giovedì 2 luglio ore 16

 

 

è la storia del progetto politico di Samia Yaba Nkrumah e di suo padre, il presidente Kwame Nkrumah, fondatore della patria ghanese e del sogno panafricanista. Dopo lunghi anni passati in esilio, tra l’Egitto e l’Italia, durante i quali ha lavorato come giornalista, Samia decide di ritornare in Ghana e rilanciare la visione politica e il processo di sviluppo iniziato nel lontano 1951 da suo padre. Si presenta come candidata al Parlamento del Ghana per il Convention People’s Party, il CPP, fondato da suo padre. Una sfida difficile, che però ha già ottenuto un primo significativo successo: il 7 dicembre 2008 Samia è stata eletta a larga maggioranza. L’indipendenza politica è stata la conquista dal padre di Samia. Lei ha ora come obbiettivo l’indipendenza economica dei Paesi africani. Dove l’unità politica ed economica non è considerata fine a se stessa, ma strumentale alla realizzazione della dignità degli Africani.

il film vuole documentare questo eccezionale cammino politico, raccontare un passaggio della storia africana, attraverso una sua protagonista, Samia Nkrumah, che punta all’ ambiziosa soluzione degli Stati Uniti d’Africa. Nell’arco di questa legislatura il film seguirà l’attività politica di Samia e vedrà crescere questo eccezionale evento storico. L’evocazione di suo padre, il grande Kwame Nkrumah, attraverso il materiale di repertorio contestualizza il momento nell’arco dell’ultimo secolo, mentre la figura del figlio, il piccolo Kwame, scandisce il presente e rappresenta un giovane  cittadino africano del futuro. Kwame Nkrumah vinse con larghissimo margine le prime elezioni democratiche tenutesi in Africa nel 1951, e ciò gli consentì di diventare primo ministro nel 1952 e condividere le cure di governo con il potere coloniale britannico nel periodo di transizione fino all’indipendenza, il 6 marzo 1957.

Nei tre anni che seguirono l’indipendenza del Ghana, altri 16 stati africani ottennero l’indipendenza. Oggi l’Africa è composta da 53 stati indipendenti. Il materiale video che documenta questi anni è eccezionale. Nkrumah ebbe rapporti con i principali esponenti politici del suo tempo. Lo si può vedere insieme a Gamal Abdel Nasser,  ad Addis Abeba con Hailè Selassiè, ad Accra ballando il valzer con la Regina Elisabetta II, a New York mentre parla alla Assemblea delle Nazioni Unite, a Washington discutere con il Presidente Kennedy, posare per la stampa con Castro, passare in rassegna l’Armata Cinese  di Mao Tze Tung,  chiacchierare amabilmente con Tito…

 

 

 Without Borders, il mondo in un festival

 

Roma, 1 – 3 luglio Casa del Cinema

 


Dopo il successo dello scorso anno, dall’1 al 3 luglio si svolgerà a Roma, presso la Casa del Cinema, la seconda edizione del Film Festival Senza Frontiere – Without Borders. Saranno proposte opere inedite selezionate da cinematografie di ogni parte del mondo e saranno presenti gli autori per incontrare il pubblico.?Scopo comune dei film in programma sarà dimostrare, mediante storie di vita vissuta, come attraverso il cinema, la musica, il lavoro comune si possano superare le separazioni create dalla paura, dal pregiudizio, dall’ignoranza. ?

 


Tra le tematiche affrontate nell’edizione di quest’anno  il ruolo della donna e degli adolescenti nelle diverse culture, il peso della censura in Iran, in nord Korea, il valore della compassione tra esseri umani capaci di superare i conflitti dei loro paesi d’origine. Ramchand Pakistani di Mehreen Jabbar, che verra’ apposta dal Pakistan per parlare del suo film al pubblico, lo mette in evidenza raccontando la storia di un bambino pakistano, che supera per sbaglio il confine del suo paese e finisce col padre in una prigione indiana.  Il film verra’ proiettato in apertura del festival la sera del 1 luglio nel teatro all’aperto della Casa del Cinema sotto i pini di villa borghese.  La proiezione sarà preceduta, alle 19.30, dal concerto Bahja (in arabo significa gioia) del grande musicista marocchino Nour Eddine, che combina le armonie berbere con le influenze musicali scoperte durante il suo viaggio.

 


Dunya & Desie
di Dana Nechushtan, racconta la storia di due amiche, una marocchina e l’altra olandese, cresciute nello stesso isolato ad Amsterdam che si trovano di fronte a evidenti differenze culturali. Off and Running di Nicole Opper, appena presentato al Tribeca Film Festival, è dedicato ad una adolescente afro-americana, adottata da una famiglia di ebree lesbiche a Brooklyn. Crescendo con fratelli di etnie differenti, Avery sente il bisogno di andare alla ricerca delle sue radici e si avventura alla scoperta di razza, identita’, famiglia. Forward Ever, Backward Never! E’ il trailer del film a cui sta lavorando Barbara Melega. Con la sua cinepresa la regista segue in Ghana il progetto politico di Samia Yaba Nkrumah, che ispirandosi a suo padre, il presidente Kwame Nkrumah, fondatore della patria ghanese e del sogno di creare gli Stati Uniti d’Africa, instilla fiducia e dignita’ alla sua gente. Pray the Devil Back to Hell di Gingi Reticker (Premio Miglior documentario Tribeca 2008) racconta la storia delle donne in Liberia, che si sono unite per mettere fine alla sanguinosa guerra civile e portare pace nel paese distrutto. Sing for Darfur di Johan Kramer (Migliore Film drammatico al Paris ECU 2009) ci mostra, attraverso diverse storie che si svolgono a Barcellona, come la tragedia in Sudan abbia un significato differente per ognuno. Kashmir: Journey to Freedom di Udi Aloni, presentato al Festival di Berlino 2009, racconta la nuova generazione di giovani musulmani del Kashmir che decide di dare vita ad un movimento non violento nella speranza di portare finalmente la pace. Di grande attualità Yodok Stories  (Tribeca Film Festival 2009) di Andrzey Fidyk e Torstein  Grude in cui alcuni rifugiati dalla Corea del nord danno vita ad un musical sulle terribili esperienze nel campo di concentramento chiamato appunto Yodok. Windmills di Scott Thrift, cortometraggio che ci mostra come in un villaggio del Malawi, il quattordicenne William Kamkwmamba si debba ingegnare non potendo più andare a scuola.

 


Al Festival ci sara’ una proiezione speciale di
Walkabout di Nicholas Roeg, indimenticato regista di film culto come “L’Uomo che cadde sulla terra” con David Bowie o “Il lenzuolo viola” con Art Garfunkel. Narra la vicenda di due ragazzini che, sperduti nella foresta australiana, incontrano un ragazzo aborigeno, che sta compiendo il rito di passaggio al mondo degli adulti.


Attenzione particolare è dedicata al cinema iraniano in un momento così delicato nella storia di questo paese.  Il regista Mohammad Rasoulof arrivera’ apposta da Thehran per presentare al pubblico il suo film Head Wind sul tema della censura in Iran. Shahram Karimi, proporra’ la sua video-performance sul Muro di Berlino e la giovane regista Sadaf Foroughi il cortometraggio Feminin -Masculin dedicato a una autista di autobus a Teheran, che sconvolge le regole del gioco. Della grande artista Shirin Neshat il festival propone il video Tooba, l’albero sacro nominato nel Corano, che può offrire riparo a chi ne ha bisogno nel giardino dell’Eden. Il muro che circonda il giardino non separa, ma protegge.  Il film esplora i temi dell’immigrazione, la posizione delle donne nella società contemporanea, la complessità dell’Islam. Shirin Neshat l’ha concepito subito dopo l’11 settembre 2001: “Racconta come tutti corriamo e cerchiamo una specie di santuario”, dice.

 


Selezionato dal programma prodotto dal Goethe Institute, “Democracy Now”, dedicato ai giovani cineasti delle scuole di cinema europee, il festival propone anche You cannot Hide from Hallah di Petr Lom. 
I Bring What I love, di Elizabeth Chai Vasarhelyi, premio speciale della giuria al Middle East Film Festival, Abu Dhabi 2008, chiude la seconda edizione del festival con la pop star senegalese Youssou Ndour e la sua missione, di fare dissolvere con la musica la percezione negativa dell’Islamismo.

 


Molti anche gli eventi collaterali che si svolgeranno nelle sale della casa del cinema durante il festival. Sara’ proposta la mostra “The Course of History” del fotografo belga Bart Michiels, che da otto anni va
sui luoghi delle battaglie storiche a scattare foto.  Dalle Termopili a Verdun, da Waterloo ad Anzio ci troviamo di fronte alle tracce dei massacri che hanno cambiato la storia. Oggi il silenzio e la bellezza straordinaria di questi paesaggi imbevuti di sangue rassicura e disturba allo stesso tempo.

 


Scopo del Festival, oltre a raccontare col cinema, con le foto, con la musica storie di vite straordinarie è soprattutto quello di raggiungere i ragazzi. Ecco perché quest’anno gli allievi della scuola pubblica Pistelli di Roma e gli allievi della Public School 140 nel Lower East Side di New York presentano i loro progetti di cortometraggi e fotografie ispirati al tema “Senza Frontiere” e prodotti grazie all’aiuto Melania Santoro e di Joy Episalla. Di questa artista si potrà vedere
Lo scialle si dissolve, video loop che mette in evidenza come gli individui si sovrappongono e confluiscono trasformando tempo, genere e corpo attraverso gesti, ricordi e rapporto con la natura.

 

 

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30 giugno 2009