La complessità del senso
19 12 2018

Capalbio ShortFilmFestival



Capalbio Cinema compie 18 anni e cresce ancora

 

Nell’anno della sua prima maturità e nonostante i tagli cospicui alla cultura in Italia, Capalbio Cinema torna a crescere nelle attenzioni degli enti locali e soprattutto nei contenuti. Padrino il Maestro Michelangelo Antonioni che scelse la famosa piazzetta per le proiezioni, il Festival, fondato nel 1994 da Stella Leonetti e’ oggi Festival di punta del panorama italiano dei corti, ma anche vetrina di approfondimento che chiama a raccolta il grande cinema sugli approfondimenti tematici che coinvolgono non solo il cinema ma tutte le discipline dell-arte e del pensiero. L’attività di promozione dei corti porterà anche quest’anno il nome di Capalbio nel mondo grazie ai gemellaggi internazionali (Vladivostok, Calcutta, Nordkapp, Il Cairo, Mosca), e porterà in Toscana come in passato non solo i grandi autori e interpreti internazionali (Malcovich, Kiarostami, Konchalovsky, per esempio), ma anche delegazioni di grande prestigio sul piano politico e culturale (da Ministri della Cultura ed ambasciatori a scienziati, produttori, artisti): anche quest’anno infatti saranno numerose le delegazioni internazionali e istituzionali. Attraverso il linguaggio della brevità – cifra tipica del corto – Capalbio Cinema ha sempre messo a confronto il Cinema con le maggiori forme di espressione. Negli anni ha radunato intellettuali e artisti di fama internazionale (Oliviero Toscani, Peter Gabriel, Maurizio Cattelan), presentando incontri culturali sulla brevità nelle arti, con spettacoli dal vivo che hanno visto rappresentate le forme brevi in Musica Classica, Teatro, Performance, Musica Pop, Fotografia, e quest’anno Capalbio Cinema, ha in programma incontri dal vivo di livello internazionale ed aprirà per la prima volta agli “incroci” con la video-arte.

 

LA MAPPA DEL MONDO
Il tema della manifestazione ha preso spunto dal dibattito dedicato alle metamorfosi del linguaggio nel cinema, nell’arte e nella società contemporanea.
«Oggi siamo immersi in un mondo di mappe – sottolinea il direttore artistico Tommaso Mottola –  eppure uno dei principali problemi degli artisti di ogni disciplina è cogliere la visione di insieme, il grande disegno che ci orienti in un mondo la cui superficie – società, frontiere, credi, politiche, risorse, paure… – è agitata da venti di burrasca. Il corto è per noi come una mappa nautica, con il suo disegno affascinante, preciso, dettagliato, e indispensabile per orientarsi in mare aperto. Abbiamo bisogno di un nuovo sistema cartografico per orientarci nella società di domani: con questa chiave inedita e con un bando speciale abbiamo invitato i registi di ogni latitudine ad inviare i loro corti a Capalbio».

 

CONCORSO INTERNAZIONALE
Il Tema delle Mappe ha ispirato il bando lanciato a febbraio e grazie al quale  oltre 1.000 sono stati i cortometraggi preventuti al festival, selezionati quest’anno per la prima volta da esperti di varie aree del globo. E sono appunto le proiezioni dei cortometraggi il nucleo centrale dell’XVIIIa edizione di Capalbio Cinema, che presenta un Concorso Internazionale di cortometraggi provenienti da tutto il mondo. Tra questi, per la prima volta 4 sono i titoli italiani in competizione, selezionati nello scorso luglio dall’Academy del Corto, una giuria di studenti italiani provenienti da tutta Italia in una maratona di 3 giorni alla Casa del cinema.

 

Nel ricco programma del Festival, l’omaggio a Raoul Ruiz (regista recentemente scomparso), curato dal critico Bruno Roberti e dalla redazione di Fuori Orario, cui è dedicata la “Piccola mappa per l’isola Ruiz: omaggio a Raoul Ruiz. Una mappa per ritrovare il tesoro Ruiz“.

 

I corti del concorso

 

A BIKE RIDE di Bernard Attal, USA, 2010, 13’
BUKOWSKI di Daan Bakker, Olanda, 2010, 10’
DAGAR EMELLAN (INBETWEENER) di Erik Bäfving, Svezia, 2011, 14’
DAS OPFER (THE VICTIM) di Marco Gadge, Germania, 2010, 14’
DAS ZIMMER (THE ROOM) di Nik Sentenza, Germania, 2009, 13’
DE 54 (THE 54) di Philip Hering, Olanda, 2010, 14’
FARTSDUMPEN (THE SPEEDBUMP) di Eric Magnusson, Norvegia, 2011, 10’
IL GARIBALDI SENZA BARBA di Nicola Piovesan, Italia, 2011, 15’
HER MOTHER’S DAUGHTER di Oonagh Kearney, Irlanda, 2010, 6’
LEL CHAMEL (HEADING NORTH) di Youssef Chebbi, Tunisia, 2010, 16’
HOUSE di Ahmad Salem, Giordania, 2011, 4’
LASSES LODD I LIVET (AND THE NUMBER IS…) di Robin Jensen, Norvegia, 2010, 8’
MILONGA di Marco Calvise, Italia, 2010, 12’
OMERO BELLO-DI-NONNA di Marco Chiarini, Italia, 2010, 13’
RESONANCES di Kaja H. Leijon, Norvegia, 2010, 11’
LAS PALMAS di Johannes Nyholm, Svezia, 2011, 13’
TU & EU (YOU & ME) di Edward Shieh, USA, 2010, 15’
UFØDT (THE UNBORN IDENTITY) di Henrik Horgen, Norvegia, 2010, 13’
IDYLL di Morten Hovland, Norvegia, 2010, 6’
JENNY di Ingvild Søderlind, Norvegia, 2010, 15’
MYRLANDET (BOGLAND) di Jonas Selberg Augustsén, Svezia, 2011, 17’
RAO YI SHENG (DOCTOR RAO) di Alexej Tchernyi e Wu Zhi, Germania, 2011, 7’
SÁMI BODDU (SÁMI MOMENT) di Ken Are Bongo, Norvegia, 2010, 5’
SONO IO DIO di Francesca Del Sette, Italia, 2011, 13’
THE SUN’S INCUBATOR (HADINAT AL SHAMS) di Ammar al-Beik, Siria, 2011, 11’
UNIVERSO DE MYA di Miguel Clara Vasconcelos, Portogallo, 2011, 11’
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30 settembre 2011