La complessità del senso
13 11 2018

Luchetti, l’Italia degli esclusi

  

Il regista di Mio fratello è figlio unico parla del suo approccio al romanzo di Antonio Pennacchi, Il fasciocomunista, e del metodo con cui ha lavorato con gli attori sul set

 

dicono_germanoeluchetti.jpg Elio Germano e Daniele Luchetti

 

«Mio fratello è figlio unico non è un film politico. E’ un film di esseri umani che amano, soffrono, ridono e fanno anche politica. Il film non prende posizione politicamente: racconta di persone che prendono posizione. Questa credo sia stata la mia chiave, l’elemento umano, affettivo ed emotivo al centro di tutto.

Mi sono convinto che quel personaggio, non era solo un pezzo di biografia di Accio [Elio Germano] ma era una biografia italiana più generale, un pezzo di Italia fatta di esclusi, di fratelli minori, di ragazzini di cui nessuno aveva il tempo di occuparsi; di ragazzi intelligenti che hanno preso la cattiva strada, che hanno obbedito a parole d’ordine efficaci e superficiali solo perché erano alla ricerca di un’identità, di un amico che li ascoltasse, di un amico con cui condividere il proprio tempo.

Non mi sento mai superiore ai miei personaggi, ma ne racconto le ingenuità con sincero rispetto. Altre volte ho fatto film con l’intenzione di essere divertente in maniera quasi sistematica (ad esempio ne La scuola). Stavolta invece il sorriso nasce dall’affetto.

Come prima cosa ho chiesto agli attori di rinunciare a tutti i “trucchi” del mestiere. In complicità con l’operatore di macchina e con il direttore della fotografia [Claudio Collepiccolo], ho lasciato loro libertà assoluta di movimento sul set. Ho girato spesso senza provare, chiedendo alla macchina da presa di seguire quello che accadeva sul set come se fosse un evento reale, senza stabilire a priori quale sarebbe stata l’inquadratura. Per mantenere la freschezza che desideravo, ho girato spesso con più macchine da presa, cercando di catturare allo stesso tempo campo e controcampo, totale e primo piano, come se stessi girando una cronaca in diretta».

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20 aprile 2007