La complessità del senso
17 11 2018

Cinelatino 2012


Quinta edizione di Cinelatino: un importante traguardo per una manifestazione che è andata crescendo nella proposta e nella partecipazione del pubblico ed è diventata un appuntamento atteso nel panorama delle manifestazioni culturali che si svolgono ogni anno sul territorio bergamasco. Anche quest’anno sono otto i film proposti, scelti tra quelli più significativi usciti nel 2011, cercando, come ogni anno, di portare l’attenzione su paesi ed autori nuovi. Nei paesi del centro e sud America le produzioni sono in costante aumento, si moltiplicano quelle che vedono coinvolti più paesi di questa vasta area geografica e a cui partecipano paesi europei, come è il caso, nel programma che presentiamo, di Francia e Germania.

 

Distancia, di Sergio Ramírez (ospite di Cinelatino), parla della guerra civile che ha devastato il Guatemala per oltre trent’anni, sfogliando davanti agli occhi dello spettatore le pagine del diario che l’anziano protagonista ha tenuto con costanza e che ora porta con sé nel viaggio per raggiungere la figlia, portatagli via dai militari vent’anni prima e mai più rivista.
La malas intenciones, della peruviana, ma nata in America, Rosario García-Montero (ospite di Cinelatino), è ambientato nel 1982, un periodo che vede il rafforzamento delle azioni di guerriglia di Sendero Luminoso. La piccola Cayetana ha otto anni e lotta con il mondo degli adulti per crescere. Quando viene a sapere che la madre è incinta, si convince di dover morire alla nascita del fratello; si rifugia, allora, in un mondo fantastico popolato dagli eroi che hanno fatto la storia del suo paese. La minaccia alla ìincolumitàî della piccola si intreccia con l’inizio di uno dei periodi più sanguinosi della storia recente del Perù, attraverso gli echi delle violenze che arrivano fin dentro la casa.
Los viejos, del boliviano Martín Boulocq, racconta di Toño, il quale ritorna dalla sua famiglia che lo aveva scacciato, nella sua terra, fusa nella memoria collettiva di un popolo che ha vissuto drammatici rivolgimenti politici durante gli ultimi decenni. Ma tante cose sono cambiate: il padre adottivo soffre di una malattia che gli impedisce di parlare, la giovane Ana, che a suo tempo aveva amato, è madre di un bambino di nove anni.
Ulises del cileno Óscar Godoy, ha per protagonista un immigrato peruviano in Cile, professore di storia che nel paese di accoglienza lavora prima come addetto alle pulizie e poi come lavoratore al macello. Il regista lo segue nelle sue peregrinazioni notturne, in una città di strade illuminate, insegne al neon, bar e negozi dove altre solitudini si muovono alla ricerca di possibili incontri e di possibili speranze.
Un Cuento Chino (Cosa piove dal cielo?) narra del casuale incontro tra un argentino burbero e un cinese che non parla una parola di spagnolo. L’occasione narrativa è sfruttata dal regista argentino Sebastián Borensztein con abilità e senza mai scivolare nel patetico. La “strana coppia” è il tramite per parlare dello straniero, della diffidenza, della difficoltà di costruire relazioni non solo con i propri concittadini, ma anche con chi viene da fuori e che spesso fa esplodere contraddizioni e paure represse.
Las Acacias dell’argentino Pablo Giorgelli racconta di Rubén che viaggia solitario sul suo camion dal Paraguay a Buenos Aires. Un giorno gli capita di dare un passaggio a una donna e alla sua bambina di appena cinque mesi. L’uomo è un tipo solitario, poco portato al dialogo. Quello che presto considera un pesante fardello, qualcosa di cui liberarsi al più presto, si rivela via via l’occasione per aprirsi all’esterno, alla sofferenza delle persone, prestando di nuovo attenzione ad altri esseri umani.
Porfirio, del colombiano Alejandro Landes, ha per protagonista un uomo costretto sulla sedia a rotelle per un proiettile vagante sparato dalla polizia colombiana. È una persona ostinata, oltre che vitale: intenzionato ad avere un risarcimento a tutti i costi, medita un’azione plateale.
– Histórias que só existem quando lembradas, della brasiliana Júlia Murat ci porta in uno sperduto villaggio. Qui la vita scorre sempre uguale, con gesti che si ripetono identici ogni giorno. Madalena prepara il pane mentre Antonio prepara il caffè, rinnovando di volta in volta il rituale fatto di bisticci e sedute sulla panchina a sorbirsi la bevanda calda. La messa e la cena con gli altri abitanti del villaggio completano la giornata. L’anziana donna vive nel ricordo del marito scomparso. Ma un giorno arriva in paese Rita, una giovane fotografa alla ricerca di un posto dove stare. Qualcosa cambia nella vita di Madalena.

 

PROGRAMMA:
12 giugno 2012
ore 20:30 – Auditorium
Inaugurazione
ore 21:00 – Auditorium
LAS MALAS INTENCIONES di Rosario García-Montero
13 giugno 2012
ore 20:30 – Auditorium
HISTORIAS QUE SO EXISTEM QUANDO LEMBRADAS di Julia Murat
ore 22:15 – Auditorium
LAS ACACIAS di Pablo Giorgelli
14 giugno 2012
ore 20:30 – Auditorium
PORFIRIO di Alejandro Landes
ore 22:15 – Auditorium
LOS VIEJOS di Martín Boulocq
15 giugno 2012
ore 20:30 – Auditorium
DISTANCIA di Sergio Ramirez
ore 22:15 – Auditorium
ULISES/ULISSE  di Óscar Godoy
16 giugno 2012
ore 20:30 – Esterno Notte
Degustazione Latinoamericana
ore 21:30 – Esterno Notte
Un cuento chino/COSA PIOVE DAL CIELO?  di Sebastián Borensztein
I LUOGHI
12-15 giugno 2012
Auditorium di Piazza Libertà
Piazza della Libertà – Bergamo
16 giugno 2012
Esterno Notte – cinema all’aperto
Cortile Biblioteca Caversazzi – Via T. Tasso 4 – Bergamo
Print Friendly

1 giugno 2012